II palazzo è una delle più significative residenze gentilizie della città. Oggi sede del Municipio, in origine comprendeva vari edifici medioevali e deve il suo aspetto attuale ai rifacimenti quattrocenteschi voluti dalla famiglia Thun.

Per quattro secoli, a partire dal 1454, fu proprietà della famiglia Thun, il cui stemma campeggia sugli spigoli della facciata e sulla chiave d’arco del portale. Il prospetto sull’antica via Larga presenta tracce di una decorazione a finto bugnato. Accorpato ad altri edifici, venne radicalmente rinnovato alla metà del XVI secolo. Fu utilizzato per alcune congregazioni nella fase finale del Concilio di Trento, quando ospitò i cardinali legati Ercole Gonzaga e Giovanni Morone. In questo periodo i palazzi Quetta, Thun e Geremia erano uniti da un ponte di legno appositamente costruito per comodità dei padri conciliari. In un secondo tempo la struttura fu prolungata fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria Maggiore. Essenziali opere di restauro, dirette dall'architetto bresciano Rodolfo Vantini, si svolsero a partire dal 1831. Il palazzo fu acquistato dal Comune nel 1873 e da allora è la sede del Municipio. Ospita pitture e caminiere di età barocca e numerose testimonianze artistiche legate all'identità civica di Trento: tra queste, la statua in pietra del Nettuno, realizzata nel 1768 da Stefano Salterio per la fontana di Piazza del Duomo (sostituita in situ da una copia in bronzo). Il salone al piano nobile, dove oggi hanno luogo le sedute del Consiglio Comunale, fu decorato nel 1938 dal pittore veronese Pino Casarini, di particolare interesse sono gli affreschi strappati visibili sulle pareti dello scalone d'onore: si tratta delle pitture murali che fino al 1909 ornavano il prospetto di Casa Cloz-Garavaglia in via San Marco, qui ricoverate per ragioni di conservazione. Furono realizzate nel 1551 – l'anno di riconvocazione del Concilio- dal pittore veronese Domenico Riccio detto Brusasorci e raffigurano scene mitologiche, figure allegoriche ed episodi di storia romana (Vittoria di Cartagena e Continenza di Scipione).
Durante il Concilio il palazzo, messo a disposizione dal barone Sigismondo Thun, fu abitato da due legati pontifici: il cardinale di Mantova Ercole Gonzaga, che vi morì il 2 marzo 1563, e il cardinale Giovanni Girolamo Morone, suo successore nella presidenza del Concilio. Qui si tennero le congregazioni preparatorie della terza fase del sinodo.
E' visitabile solo il cortile interno. Cappella Vantini e Torre Mirana vengono aperte in occasioni di mostre ed eventi.

(Foto di Tonino Bortoletto)

Indirizzo
Via Belenzani 19, Trento
Informazioni

Informazioni utili per soggetti diversamente abili

Quattro parcheggi riservati alle persone con disabilità lungo la via a circa 90 metri. Altro ingresso da via Manci. Cortili interni in acciottolato e pietra. La Sala Thun, le Cantine di Torre Mirana e la Cappella Vantini, sono sedi espositive: la prima si trova al piano terra con accesso diretto dal cortile; le seconde si trovano nel piano interrato, accessibili con l’ascensore; la terza è raggiungibile con servoscala preceduto da un gradino di 6 cm. I servizi igienici attrezzati si trovano a piano terra. Portone d’ingresso (sempre aperto) largo 230 cm. Ascensore (porta 89 cm, dimensioni 135x149 cm, pulsantiera esterna 120 cm e interna 120 cm, pulsantiera in braille). Servoscala (71x70 cm, portata 250 kg). Servizi igienici attrezzati (porta 90 cm, dimensioni 190x246, wc alto 51 cm con maniglioni su entrambi i lati).

Collocazione geografica

Come arrivare

Tipologia di luogo

Immagini

Martedì, 30 Settembre 2014 - Ultima modifica: Martedì, 04 Giugno 2019

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