Iscrizione anagrafica di cittadini extracomunitari: documenti da presentare

I cittadini extracomunitari provenienti dall’estero al momento della richiesta di iscrizione anagrafica devono produrre i documenti prescritti dall’art. 14, comma 1, del D.P.R. 223/89

I cittadini extracomunitari provenienti dall’estero al momento della richiesta di iscrizione anagrafica devono produrre i documenti prescritti dall’art. 14, comma 1, del D.P.R. 223/89 e cioè:

  •  permesso di soggiorno ;
  • passaporto o documento equipollente ;
  • atti originali comprovanti lo stato civile e la composizione familiare.

e inoltre:

  •  codice fiscale

PERMESSO DI SOGGIORNO
Per essere iscritto in anagrafe il cittadino straniero deve esempre essere in possesso di una carta o permesso di soggiorno valido. Si ricorda che il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto alla Questura della provincia in cui si trova lo straniero almeno 30 giorni prima della scadenza ( L. 6.3.1998 nr. 40 art. 5 )
Entro 60 giorni dal rinnovo del permesso o carta di soggiorno lo straniero deve rinnovare all’Ufficio Anagrafe la dichiarazione di dimora abituale esibendo il documento aggiornato
( art. 7 comma 3, D.P.R. 223/89). Nel caso di mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale, trascorsi 6 mesi dalla data di scadenza del permesso o carta di soggiorno, l’Ufficiale d’Anagrafe provvederà a cancellare lo straniero dall’Anagrafe della popolazione residente ( art. 11, comma 1 lett. c) D.P.R. 223/89)
PASSAPORTO
Per l’iscrizione anagrafica è necessario esibire il passaporto o documento equipollente in corso di validità.
ATTI ORIGINALI COMPROVANTI LO STATO CIVILE E LA COMPOSIZIONE FAMILIARE
Per l’inserimento dei dati relativi allo stato civile (celibe/nubile, coniugato/a , vedovo/a ) e alla composizione della famiglia ( grado di parentela) l’interessato dovrà produrre rispettivamente:
certificato di stato libero, certificato di matrimonio, certificato di vedovanza, certificato di nascita con indicazione di paternità e maternità rilasciati dall’autorità dello stato di provenienza legalizzati (1) e corredati di traduzione ufficiale in lingua italiana (2).

  1. Le norme sulla legalizzazione di cui al D.P.R. 28.12.2000 nr. 445 art. 33, commi 2,3,4,5,stabiliscono che: Le firme sugli atti e documenti formati all’estero da autorità estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero. Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione.
  2. Agli atti e documenti sopra indicati, redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.
  3. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valersi nello Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle Prefetture/Commissariati del Governo.
  4. Sono fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.
  5. Per traduzione ufficiale in lingua italiana è da intendersi: quella redatta dall’Autorità consolare dello Stato estero rilasciante il certificato accreditata presso il Governo Italiano;
  6. quella redatta dall’Autorità consolare italiana accreditata presso lo Stato estero che ha rilasciato il certificato;
  7. quella redatta da un perito traduttore, che non può mai essere l’ interessato, ed asseverata presso la Cancelleria della Pretura competente per territorio ( Uffici ex Pretura, via Vannetti,41) .

In mancanza di questi documenti l’Ufficiale di Anagrafe, nel caso sussistano i requisiti relativi alla dimora abituale, procederà comunque all’iscrizione omettendo i dati non conoscibili relativi allo stato civile ed omettendo, nel caso di iscrizione di una famiglia, i rapporti di parentela ed indicando l’eventuale coabitazione attraverso il termine “convivente”.
Non può essere inoltre utilizzata la dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000 in quanto i cittadini extracomunitari possono ricorrere all’autocertificazione limitatamente per stati e fatti certificabili da parte di soggetti pubblici italiani.
CODICE FISCALE
Il codice fiscale va richiesto alla Direzione delle Entrate - via Brennero 133, esibendo un documento di identità. Deve essere richiesto anche per le persone minorenni.

  • Art. 14 , comma 1, D.P.R. 223/89
    “ Chi trasferisce la residenza dall’estero deve comprovare all’ atto della dichiarazione di cui all’art. 13, comma1, lettera a), la propria identità mediante l’esibizione del passaporto o di altro documento equipollente. Se il trasferimento concerne anche la famiglia, deve esibire inoltre atti autentici che ne dimostrino la composizione, rilasciati dalle competenti autorità dello Stato di provenienza se straniero o apolide, o dalle autorità consolari se cittadino italiano.”
  • Art. 7, comma 3, D.P.R. 223/89
    “ Gli stranieri iscritti in anagrafe hanno l’obbligo di rinnovare all’ufficiale di anagrafe la dichiarazione di dimora abituale nel comune, entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, corredata dal permesso medesimo. Per gli stranieri muniti di carta di soggiorno, il rinnovo della dichiarazione di dimora abituale è effettuato entro 60 giorni dal rinnovo della carta di soggiorno.”
  • Art. 11, comma 1, lett. c) D.P.R. 223/89
    “ La cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente viene effettuata per effetto del mancato rinnovo della dichiarazione di cui all’ art. 7, comma 3, trascorso un anno dalla scadenza del permesso di soggiorno o carta di soggiorno, previo avviso da parte dell’ufficio, con invito a provvedere nei successivi 30 giorni.”
  • Art. 33 , comma 2,3,4,5 D.P.R. 445/2000
    Legalizzazione di firme di atti da e per l’estero Le firme sugli atti e documenti formati all’estero da autorità estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero. Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione.
  • Agli atti e documenti sopra indicati, redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.
  • Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valersi nello Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle Prefetture.
  • Sono fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.

Giovedì, 19 Maggio 2011 - Ultima modifica: Giovedì, 14 Marzo 2013

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