Un paese, il suo colle, la sua chiesa

Campagna della popolazione di Povo per recuperare e valorizzare il Doss di S. Agata e la sua antica chiesetta

Intorno alla Circoscrizione e alla Parrocchia di Povo si è formato un Comitato di lavoro per rivitalizzare e valorizzare il Doss S. Agata. Gli obiettivi-azione sono tre. 1: Viviamo il nostro colle, per valorizzare le passeggiate e il prato sommitale con una rinnovata segnaletica, pulizia del bosco e festa del Sobborgo; le classi terze della scuola primaria “Moggioli” attivano in loco una ricerca naturalistica e relativa pubblicazione. 2: Un tetto per S. Agata, per mettere in sicurezza la chiesetta dalle infiltrazioni d’acqua che ne minacciano la stabilità. 3: Antiche terrazze, per ripristinare e rivitalizzare i terrazzamenti del Dosso, ora incolti, con i loro bei muretti; si attiverà in collaborazione con il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia Autonoma di Trento. In parallelo l’Università di Trento, prof. Elisa Possenti, cattedra di Archeologia alto medioevale, attiverà una ricerca storica per rilevare la presenza di un antico castello sulla sommità del Dosso. La successiva fase, di più lungo periodo, pensa al restauro completo della chiesetta, operazione onerosa oltre le possibilità del volontariato, su cui si cercherà di accendere l’interesse di Provincia autonoma e Comune.

Il costo per questa prima fase è stimato in 40.000 €, sostanzialmente la somma necessaria per il progetto 2 (restauro tetto chiesa di S. Agata), da coprire con sponsorizzazioni e donazioni di privati, eventuale intervento di Enti pubblici e una sottoscrizione della popolazione.

La sottoscrizione dura per tutto il mese di febbraio e marzo. I lavori di restauro saranno conclusi con la fine di aprile 2018. I lavori relativi ai progetti 1 e 3 continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi.

Chi?

Del Comitato di lavoro auto-costituito fanno parte:

  • la Circoscrizione, sede di coordinamento e attivazione della raccolta fondi, rappresentata dal Presidente Sergio Casetti; partecipano il Consigliere Roberto Sani che sponsorizza i trasporti in elicottero e collabora all’attivazione della sottoscrizione; Fabio Pipinato per l’organizzazione generale; Franco Giacomoni e Sergio Conter per “Antiche terrazze”; Franco Giacomoni “Ioga”, primo attivatore di questa iniziativa; Silvano Pedrini, per finanziamento.
  • la Parrocchia, titolare della chiesetta di S. Agata, rappresentata dal Parroco, don Corrado Prandi, che attiva la sottoscrizione popolare d’intesa con la Circoscrizione; partecipano il Per. Ind. Giuseppe Grisenti e l’arch. Stefania Wegher, già curatori del restauro della chiesa madre, per il coordinamento tecnico degli interventi sulla chiesetta (progetto di messa in sicurezza del tetto, cura delle pratiche per le autorizzazioni della Sovrintendenza ai beni artistici e della curia vescovile);
  • MemoryLabPovo, che cura le memorie del Sobborgo e del suo paesaggio, attraverso il suo direttivo, con Antonio Bernabè, Renzo Dori e Paolo Giacomoni; sono interessati alla documentazione e promozione del progetto.

Come?

Le tre azioni di cui si compone il progetto sono promosse e coordinate dal gruppo di cui sopra. Quanto al finanziamento si ipotizza quanto segue. Per l’azione 1 (“Viviamo il nostro colle”), si attiverà la Circoscrizione con proprie iniziative sollecitando la collaborazione con le Associazioni locali. Per l’azione 2 (“Un tetto per S. Agata”) un mix di sottoscrizione pubblica (già assicurato dal BIM per una parte dei lavori e da sponsor privato i trasporti in elicottero) e privato (sollecitando Cassa Rurale, esercenti locali, abitanti del Sobborgo). Per l’azione 3 (“Antiche terrazze”) si sta coinvolgendo il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento.

Sottoscrizione popolare pubblica

Sono in vendita presso il tabacchino e i bar di Povo le mattonelle, simboliche, della chiesetta, che saranno applicato al modello della chiesa affisso al portale della chiesa madre, a Povo. Costano 10 €. L’acquirente firma l’elenco dei donatori. Riceve un modellino in cartone di chiesa da montare. Per la distribuzione, contattare Silvano Pedrini pedrinisilvano@gmail.com;

Contributi si possono versare al conto specifico “Chiesa di Sant’Agata”

Conto corrente bancario “Chiesa Sant’Agata”, Cassa Rurale di Povo

IBAN IT2200830401810000010378283;

I contributi sono detraibili fiscalmente

Salvo modifiche normative, le erogazioni liberali effettuate a favore della Parrocchia sul conto “Chiesa di Sant’Agata” presso la Cassa rurale di Trento per i lavori di restauro e risanamento conservativo della chiesetta sul Doss di S. Agata (immobile sottoposto al regime vincolistico), sono detraibili da parte dei contribuenti persone fisiche ed enti non commerciali nonché dal reddito d’impresa.

Collaborazioni

Data la delicatezza e la pericolosità dell’intervento, tutti i lavori saranno affidati a pagamento a professionisti e ditte del settore, preferibilmente locali. Non esistendo strada di accesso alla chiesetta, i materiali per il primo restauro saranno trasportati in elicottero. Volontario sarà il lavoro del comitato e di quanti vorranno mettere a disposizione prestazioni professionali; altro lavoro volontario sarà richiesto per l’allestimento del cantiere (preparazione a terra dei tra- sporti in elicottero). I lavori inizieranno solo quando avremo raccolto tutta la somma preventivata per l’intervento, (40.000,00 € di cui 16.000,00 già disponibili).

La campagna di promozione del progetto

è composta di poster, pieghevole, volantino, modellino 3D e video. È stata ideata e realizzata da Laura Condini Mosna, Noemi Paoli, Paolo Disabato e Alessio Ziglio con i docenti Elisa Moser e Massimo Franceschini, di Art- Impresa presso la Scuola Grafoca Artigianelli Trento.

Se sei un artigiano

Offri servizi a un prezzo speciale: giuseppegrisenti@gmail.com

Per saperne di più, per offrire servizi professionali etc.:

• Sergio Casetti: presidente_circoscrizionepovo@comune.trento.it

• Don Corrado Prandi: rado71@hotmail.com


• per pianificazione lavori, Giuseppe Grisenti: giuseppegrisenti@gmail.com 


TRE AZIONI

1: VIVIAMO IL NOSTRO COLLE

Perché

Il Doss di S. Agata, terzo dente della “Tridentum” romana, è ben percorso di sentieri tenuti in buono stato dal Comune e dall’Azienda forestale; sentieri che non necessitano di cure particolari, oltre alla manutenzione ordinaria. Però la segnaletica per accedervi è piuttosto carente, sicché un escursionista che non abbia confidenza col luogo non individua immediatamente i punti di accesso. In loco, sarebbe poi utile la presenza di qualche tabella esplicativa della natura del luogo –vegetazione, rocce, popolazione animale, muretti – a illustrare la ricchezza di questo habitat. Si stanno pensando alcune azioni per valorizzarlo, indirizzarvi la popolazione non solo residente, facendone un luogo di passeggiate e relax.

Che cosa si farà

a) Si inizierà con un lavoro didattico per arricchire la toponomastica; a questa operazione stanno provvedendo le classi terze delle “Moggioli”, guidate da un esperto naturalista e dal custode forestale; ne verrà anche un quaderno di ricerca naturalistica sul Dosso. Questo lavoro si concluderà con la collocazione di una segnaletica sia di accesso che di percorso, cui provvederà l’Azienda forestale e di alcune tabelle esplicative, cui provvederà la Circoscrizione.

b) È stata attivata all’inizio di dicembre una piccola manifestazione per i bambini, invitandoli una sera a portare le letterine per S. Lucia alla chiesetta sul Doss Sant’Agata, secondo una tradizione del passato, abbandonata solo pochi anni fa. A questa iniziativa sono state invitate a partecipare alcune associazioni locali. È stata l’occasione per ricordare alle nuove generazioni il valore di questa zona e per lanciare la sottoscrizione per il restauro della chiesetta di cui sopra.

c) Nella primavera 2018 si terrà sul prato sommitale la “Festa del volontariato per la comunità”, occasione per portare la popolazione sul “suo” Doss S. Agata, a conclusione, si immagina, dei lavori di copertura del tetto della chiesa.

d) La docente di archeologia alto medioevale dell’Università di Trento, prof. Elisa Possenti, attiverà dalla prossima primavera una campagna di ricerca sulla presenza in area di un antico castello, di cui esistono indizi e qualche traccia.

Chi e come finanziato il progetto

Il progetto sarà condotto dalla Circoscrizione, dal presidente e dalle Commissioni Politiche sociali, Territorio e ambiente e Valorizzazione del territorio.

L’esperto che assiste la scuola nell’azione sulla toponomastica lavora a titolo gratuito, come lo stagista dell’Istituto grafico Artigianelli di Trento che impaginerà il fascicolo di relazione sul progetto redatto dagli allievi delle “Moggioli”, classi terze.

Per la produzione e la collocazione delle tabelle segnaletiche si conta sulla disponibilità dell’Azienda forestale. Un’agenzia grafica privata assicura l’assistenza creativa per la predisposizione di una campagna di autofinanziamento del sobborgo.

La Circoscrizione provvederà alla stampa serigrafica delle tabelle esplicative.

Per S. Lucia, sul dosso, è stata prevista una spesa minima, a carico della Circoscrizione, per bibite e qualche dolcetto da distribuire sul colle a chi è arrivato per consegnare le letterine.

2: UN TETTO PER S. AGATA

Perché

È l’intervento più oneroso perché la chiesetta è in stato di abbandono e preda di incursioni vandaliche. È strutturalmente in stato precario, perché le diverse parti della costruzione che si sono aggiunte nel corso dei secoli sono sconnesse, le pareti presentano crepe e disfacimenti. L’edificio soffre inoltre per le infiltrazioni di acqua piovana dal tetto, l’assito di copertura è in disfacimento, con rischio di collassamento dell’intera copertura. Per ora non ci sono i mezzi finanziari per il restauro completo della chiesa, il cui costo supera di gran lunga le disponibilità del volontariato; occorrerebbe anche uno studio approfondito della storia dell’edificio, delle tecniche e dei materiali costruttivi, e altro, operazioni di lungo periodo. È però urgente, per evitare guai peggiori, riparare almeno il tetto, effettuando d’urgenza i seguenti lavori:

  • asportazione dell’attuale manto di copertura e recupero dello stesso, con accatastamento all’interno della chiesa;
  • demolizione della sottostruttura impermeabile e relativo tavolato;
  • posa di un nuovo tavolato ligneo e guaina impermeabile ardesiata;
  • adeguamento e manutenzione canali di gronda e lattonerie di scarico attuali.

La necessità di lavorare in quota comporta l’obbligo di tutte le misure di sicurezza necessarie, quale installazioni di ponteggi lungo tutto il perimetro dell’edificio, parapetti di protezione, ... Il posto isolato e inaccessibile ai normali mezzi meccanici e di trasporto nel quale è collocato il bene, comporta notevoli problematiche tecniche ed economiche per eseguire anche interventi di manutenzione come quelli in oggetto. Si rende infatti necessario far intervenire mezzi di trasporto e sollevamento speciali come l’elicottero.

Chi

Questi lavori non potranno essere effettuati attraverso lavoro volontario, sia per la loro pericolosità, questo bene artistico è protetto dalle Belle arti e gli interventi devono essere ben accorti e non compromettere l’integrità storica dell’edificio antico. Il lavoro sarà dunque affidato a professionisti del settore con la regia della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento. L’azione del volontariato si esplicherà nel coordinamento per la progettazione tecnica dell’intervento e nella ricerca dei fondi anche con una grande sottoscrizione da parte di tutti gli abitanti di Povo e frazioni.

Costi e sottoscrizione

La spesa preventivata è di 40.000,00 €. L’azione comincerà solamente nel momento in cui la sottoscrizione avrà assicurato la copertura delle spese; alle imprese preferibilmente locali cui saranno affidati i lavori, sarà richiesto che i prezzi, da loro esposti, tengano conto che opereranno su di un bene comune e se nelle loro possibilità donando parte del loro operato. Se la sottoscrizione darà frutti superiori alle attese, e se la Sovrintendenza lo consentirà, si valuterà la possibilità di sistemare il tetto in maniera definitiva, ricoprendolo non con una guaina e le lastre in porfido originali, che saranno in ogni caso recuperate e messe da parte durante la prima fase; operazione delicata e costosa che richiede una professionalità specifica, e costi maggiori rispetto alla soluzione provvisoria.

3: ANTICHE TERRAZZE

Perché

Un tempo coltivati, i terrazzamenti sulle pendici a sud del Doss di S. Agata sono stati abbandonati alcuni anni fa. Non così tanti, tuttavia: i muretti hanno resistito al tempo, la terra coltivabile è ancora al suo posto. Perché non provare a rivitalizzarli? Sono un elemento del paesaggio e della storia di una civiltà e dei suoi abitanti che occorre tramandare alle generazioni, affinché non tutto si appiattisca sul presente. Il recupero dei terrazzamenti ha assunto ormai una dimensione nazionale.

Che cosa si potrebbe fare

In altre zone, simili terrazze sono state riattivate con l’intervento pubblico, quindi affidate per un periodo di tempo a cittadini interessati a coltivarli come orto o giardino. Si potrebbe tentare di fare altrettanto. Significativa l’esperienza di Valstagna in Valsugana che sarà presentata insieme al progetto. Di questo si è informato e occupato Franco Giacomoni.

Chi e come finanziare il progetto?

Il recupero richiede un intervento finanziario significativo, non alla portata del puro e semplice volontariato. Una legge provinciale apposita finanzia interventi simili, nell’ambito della salvaguardia del territorio. Il gruppo promotore di “Un paese, il suo colle, la sua chiesa”, d’intesa con l’Amministrazione comunale, sta attivando il Servizio provinciale per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale, interessato a un primo ripristino delle aree prative pubbliche e relativi muretti a secco e di alcuni terrazzamenti sul colle.

Mercoledì, 14 Febbraio 2018

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