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Ultimo aggiornamento 09.05.2007

Introduzione

Programma di azioni positive nella strategia della sicurezza urbana a Trento

I temi della criminalità, dell'insicurezza, dell'inciviltà, del disagio rinviano a fenomeni tipicamente urbani. A fenomeni, dunque, che interpellano direttamente le responsabilità dei governi locali nella costruzione attiva del bene sociale della sicurezza. Da questa consapevolezza è nato il Progetto per Trento città sicura: una selezione di azioni positive che l'Amministrazione municipale di Trento ha posto in essere per sostanziare una risposta convincente e consapevole ad una crescente domanda sociale di sicurezza.

La politica attiva per la sicurezza urbana promossa dal Comune di Trento può essere ricondotta a due princìpi-cardine, a due caratteri peculiari e fondamentali:

Il primo carattere distintivo rinvia alla scelta di affrontare problemi differenti con strumenti differenziati. Non ci riconosciamo - per dirla altrimenti - nella sollecitazione ad un uso indistinto e onnicomprensivo dello strumento penale, che rischia di accreditare l'illusione di risposte magiche ed evocative, o comunque abbreviate, ad una forte pressione "ambientale" ed alle logiche deboli, e ricorrenti, dell'emergenza. Il tentativo conseguente è stato quello di adottare un approccio articolato in quattro àmbiti complementari, corrispondenti ad altrettante aree di criticità:

E' agevole comprendere come questa politica, che afferma l'esigenza di distinguere e di differenziare fenomeni e interventi, si contrapponga a un modello interpretativo e progettuale datato e schematico, che tende a collocare entro un unico "contenitore" indifferenziato fenomeni irriducibilmente diversi; a risolvere in modo sbrigativo l'equazione criminalità-rischio-paura-penalità; ed a criminalizzare il disordine, ad enfatizzare l'efficacia della risorsa penale o - assumendo un'ideologia opposta - a rincorrere i miti della prevenzione e della rieducazione. Le riflessioni e le esperienze più recenti e significative, al contrario, ci sollecitano ad accettare e ad accogliere come un valore non eludibile la "fatica del pensiero", unica vera alternativa ad una gestione "drammatizzata" e comunque riduzionista del problema della sicurezza urbana.

Quanto al secondo carattere distintivo, dichiariamo espressamente un'ispirazione progressista e democratica: un termine al quale facciamo corrispondere alcune scelte di campo:

In questo contesto di riferimenti si collocano due considerazioni ulteriori, che rinviano alla tipicità urbana dei problemi sicuritari: ci si riferisce al ruolo dei governi locali e al ruolo dei sindaci. Da molte parti, in modo forse un po' affrettato, il protagonismo dei primi cittadini, caratteristico di questi ultimi anni, è stato letto semplicemente come una conquista democratica. E certamente lo è. Ma crediamo che questo avanzamento di ruolo, che pure rimane un valore da affermare ed un obiettivo da perseguire, non sia privo di ambivalenze e, comunque, debba essere sottoposto ad un giudizio critico e prudente. Pensiamo, in altre parole, al rischio che le decisioni ed il ruolo stesso dei sindaci tendano - se non adeguatamente elaborati - a by-passare la complessità dei problemi ed a ridursi in amplificazione delle emozioni collettive.

Circa il ruolo dei governi locali, una consapevolezza pare ormai ampiamente acquisita nella elaborazione scientifica e politica più recente e più avveduta: la convinzione dell'impossibilità di consegnare senza residui i temi della sicurezza a paradigmi classici e datati ed ai soli circuiti delle tradizionali agenzie repressive e giurisdizionali.

Lungo queste rotte riteniamo di poter inseguire una risposta convincente ad una domanda di ispirazione sulle nuove politiche per la sicurezza in un contesto di grande complessità, che si presta troppo spesso a letture forzate ed a toni esasperati, di cui non avvertiamo - sinceramente - alcun bisogno.

Il Sindaco
Alberto Pacher