Ultimo aggiornamento 09.05.2007
Premessa
Sono trascorsi molti anni da quando il Consiglio comunale di Trento inserì tra
gli impegni programmatici di sviluppo socio-economico della città il "Progetto
per Trento Città sicura" (deliberazione di data 18.12.1997, n.185).
Il Consiglio dichiarò esplicitamente e si assunse la responsabilità di
fornire una risposta ad una crescente e non differenziata domanda di sicurezza
dei cittadini riconoscendo la sicurezza quale bene pubblico da garantire tra
le finalità trasversali dell'ente locale.
I presupposti progettuali erano i seguenti:
- la sicurezza dei cittadini è un bene pubblico ed in quanto tale
spetta al Comune, nei limiti delle competenze, promuoverla e garantirla;
- la domanda di sicurezza va presa sul serio e con la consapevolezza che
essa può essere connessa a criticità oggettive penalmente rilevanti
e/o a situazioni di disordine sociale (barbonismo, immigrazione clandestina
etc.);
- la domanda di sicurezza richiede una risposta anche quando è completamente
disgiunta da fenomeni di criminalità e/odi disordine sociale ma connessa
ad una preoccupazione o percezione di insicurezza dei cittadini legata a
criticità di altro genere (sfiducia nelle istituzioni, smantellamento
delle reti sociali tradizionali etc.);
- a Trento, come in altre città analoghe per caratteristiche socio-economiche,
a fronte di un'elevata percezione di insicurezza non vi è stato un
aumento significativo della criminalità;
- le politiche sicuritarie del Comune non possono ricorrere allo strumento
repressivo ma si coordinano con le agenzie di Stato competenti (Commissariato
del Governo, Autorità giudiziaria);
- il Comune attiva politiche di promozione della sicurezza dei cittadini
privilegiando strategie partecipative della comunità e dei soggetti
istituzionali o meno che vi operano.
Una moderna politica di sicurezza
Il "Progetto per Trento Città sicura" ha assunto fin dall'inizio
la veste di un insieme di azioni positive e concrete che, lungi dall'esaurirsi
in un elenco, costituiscono nello stesso tempo un impegno puntuale per l'Amministrazione
comunale rifuggendo da facili retoriche ed un piano cittadino di miglioramento
della sicurezza.
Il tema della sicurezza è scomposto in quattro aree problematiche,
per ogni area l'Amministrazione comunale ha assunto degli impegni concretizzati
in azioni positive.
Le aree problematiche sono le seguenti:
- prevenzione e contrasto della criminalità (Protocollo d'Intesa tra
Comune di Trento e Commissariato del Governo, vigile di quartiere, educazione
alla legalità);
- innalzamento della soglia di vulnerabilità delle persone in una
logica di espansione degli spazi di libertà (servizio per vittime
di piccoli reati, sistemi
di allarme in edifici pubblici, carta dei diritti del pedone);
- sistemazione in 'ordine' di fenomeni e comportamenti sociali conflittuali
e non criminalizzati (tinteggiatura delle facciate di edifici privati, mappatura
degli atti vandalici, graffittismo, sportello unico per procedure istruttorie
per immigrati extracomunitari, unità di strada per la prostituzione);
- razionalizzazione della paura della criminalità (comunicazione).
Ciò a partire dall'assunto che ogni area influenza l'altra. Per esempio
il servizio di aiuto alle vittime di reato innalza la soglia di vulnerabilità delle
persone ma può anche ridurre la paura per la criminalità.