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Avvisi e news inerenti il progetto di cura dei beni comuni

Pillola 14: le forme di sostegno

  • Le attività che vengono stabilite attraverso i patti di collaborazione sono di grande rilievo e interesse pubblico. Pertanto sono previste le seguenti agevolazioni e forme di sostegno:

    • Materiali: i cittadini che hanno firmato il patto di collaborazione possono utilizzare temporaneamente strumenti e spazi di proprietà comunale per attività collegate.

      È previsto un affiancamento del personale comunale nel caso in cui il Comune stesso ritenga di forte interesse pubblico la proposta del cittadino.

    • Spazi: l'uso di spazi pubblici comporta oneri uguali a quelli delle attività istituzionali del Comune.
    • Immateriali: il patto può prevedere l'utilizzo di forme di pubblicità delle iniziative portate avanti, in quanto il Comune ritiene importante riconoscere e dare visibilità alle azioni per la collettività e l'interesse generale.
    • Risorse economiche: il Comune, nei limiti delle risorse disponibili, può concorrere alla copertura dei costi che vengono sostenuti per lo svolgimento delle azioni previste dai patti firmati e portate avanti dai cittadini interessati e solo se non affrontabili con sostegni in natura. Sono previste agevolazioni per l’occupazione di suolo pubblico e per l’applicazione del relativo canone.

      Dato che i cittadini svolgono attività di cura condivisa dei beni comuni a titolo gratuito, non sono corrisposti compensi personali per il lavoro svolto. Possono però essere rimborsati costi relativi ad acquisto di materiali, beni di consumo, dispositivi di protezione individuale (DPI), polizze assicurative e costi relativi a servizi importanti per l'organizzazione, il coordinamento e la formazione dei cittadini.

      Per incentivare le iniziative dei cittadini, il Comune agevola eventuali attività volte a reperire fondi per le azioni di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani, a condizione che questi vengano utilizzati con trasparenza e responsabilità. Inoltre, può essere favorito il riconoscimento di vantaggi offerti dai privati a favore dei cittadini attivi, quali sconti e simili.

    • Procedurali: il patto può prevedere anche facilitazioni di carattere procedurale tese a semplificare, da un punto di vista burocratico, la documentazione necessaria per avviare e sviluppare il progetto stesso.

    Link al regolamento

Proposta di collaborazione da parte del Tavolo delle associazioni universitarie trentine

  • Il T.A.U.T. si propone di arricchire con un murale le pareti del sottopasso di via Taramelli.

Pillola 13: la comunicazione (Artt. 28, 29)

  • Il Regolamento sottolinea l'importanza della comunicazione perché comunicare significa mettere in comune, far partecipe, essere in relazione. Comunicare le esperienze consente infatti di favorire la costruzione di una rete inclusiva tra i cittadini attivi, dare visibilità ai sempre più numerosi progetti realizzati secondo l'amministrazione condivisa, garantire la trasparenza delle procedure, offrire esempi a cui ispirarsi per attività future e quindi diffondere le buone pratiche per il miglioramento della qualità della vita nel contesto urbano.

    A questi scopi, il Comune si avvale di diversi canali comunicativi: il sito web in cui sono pubblicati articoli sui progetti in corso, eventi in programma e altre informazioni utili al cittadino; la newsletter “Benicomunichiamo”; la pagina Facebook; il periodico del Comune Trento Informa.

    Link al regolamento

Pillola 12: l'importanza della formazione (Artt. 18, 19)

  • Il Comune di Trento ritiene fondamentale l'educazione alla cittadinanza attiva e alla cultura dei beni comuni, temi che richiedono a tutti i soggetti un cambio di visione del rapporto tra cittadino e Comune nell'ottica dell'amministrazione condivisa. Per diffondere questa nuova sensibilità sono previsti momenti formativi aperti alla collettività (bambini, giovani, adulti, studenti, rappresentanti di associazioni, amministratori e operatori comunali, …). Grazie a questi percorsi, da una parte i cittadini acquisiscono non solo le competenze tecniche e normative necessarie per attivarsi nella cura e gestione dei beni comuni urbani, ma hanno anche occasioni per lo scambio di esperienze e di contatti. Dall'altra, i dipendenti comunali e gli amministratori sviluppano le abilità necessarie per facilitare e supportare le proposte avanzate dai cittadini e per collaborare e co-progettare con loro gli interventi e le azioni in questo ambito.

    Inoltre, il Comune riconosce fondamentale il ruolo delle scuole nell'educare le giovani generazioni alla cura dei beni comuni, per far maturare in loro la sensibilità alla cittadinanza attiva. Proprio per questa finalità è stata predisposta l'iniziativa specifica "Alla mia scuola ci penso anch'io".

    Link al regolamento

Umore urbano

  • La proposta di collaborazione intende trasformare una cabina dei vigili dismessa in un luogo poetico ed accogliente tramite l'installazione di pannelli su cui i cittadini potranno scrivere i loro pensieri.

Suoni urbani

  • La proposta di collaborazione Suoni urbani intende riqualificare il parco della Predara, nel quartiere di San Martino, attraverso il coinvolgimento di giovani in un ciclo di attività che spaziano da incontri pubblici con professionisti dell'arte contemporanea e workshop di tecniche decorative e progettazione di arredo urbano.

  • Quando: aprile maggio 2018

La scuola fuori dalla scuola

  • La nuova proposta di collaborazione della scuola primaria De Gaspari è finalizzata a migliorare l'area che circonda l'edificio scolastico e le sue pertinenze. 

Pillola 11: i settori di intervento (parte 2) (Artt. 7, 8 e 9)

  • Dove eravamo rimasti … nella pillola precedente vi abbiamo presentato due dei quattro settori di intervento che riguardano la cura, la gestione e la riqualificazione degli spazi e degli edifici urbani. Oggi proseguiamo con gli altri due settori.

    3. INNOVAZIONE SOCIALE E DEI SERVIZI COLLABORATIVI

    Questo settore di intervento richiama i progetti che mettono in connessione le diverse risorse/attori della società affinché, grazie alla loro collaborazione, possano essere sviluppati servizi appropriati per la risoluzione dei bisogni della cittadinanza. In questo modo il Comune intende valorizzare le proposte provenienti dai cittadini, i quali, vivendo a contatto diretto con i bisogni specifici, sono i portatori delle migliori idee di soluzione e i più motivati ad attivarsi in primis per risolverli.

    4. CREAZIONE URBANA E INNOVAZIONE DIGITALE

    Il Comune attribuisce alla sperimentazione e alla creatività artistica la capacità di rivitalizzare aree e beni urbani soggetti al degrado, alla marginalizzazione e ai conflitti sociali. Per queste ragioni mette a disposizione dei cittadini attivi degli spazi, affinché le loro proposte possano avviare processi di valorizzazione del territorio e di coesione sociale. Inoltre, il Comune sostiene le iniziative volte all'innovazione digitale, come lo sviluppo di applicazioni e software, che possono migliorare la rete civica, fornendo tecnologie, dati, infrastrutture di accesso e piattaforme.

    link al regolamento

Pillola 10: I settori di intervento (parte 1) (Capo III-IV)

  • Il Regolamento prevede 4 categorie di intervento, in cui ricadono le iniziative proposte dai cittadini e dall'amministrazione. In questa pillola ve ne presentiamo due.

    1. Cura, gestione e rigenerazione degli spazi urbani

    I cittadini attivi possono prendersi cura degli spazi urbani come strade, parchi e aiuole della città. Possono farlo presentando dei progetti che siano inclusivi e che contribuiscano a migliorare i luoghi vissuti dalla collettività. Questi spazi urbani rimangono disponibili all'utilizzo libero di tutte le persone.

    2. Cura, gestione e riqualificazione degli edifici urbani 

    Sulla base della lista degli edifici comunali in stato di abbandono, predisposta dalla Giunta e dalle proposte dei cittadini, i cittadini stessi possono proporre interventi di cura e di riqualificazione. Inoltre, possono essere presentati progetti per la loro gestione condivisa, per garantire la fruizione collettiva del bene e l'apertura a tutti i cittadini.

    link regolamento

Pillola 9 : Il patto di collaborazione (Art. 5)

  • Oltre ad aderire alle quattro iniziative predisposte dall'Amministrazione, i cittadini, le associazioni o le scuole possono portare avanti un progetto di cura, di rigenerazione e di gestione dei beni comuni presentando spontaneamente una proposta di collaborazione che, dopo una fase di co-progettazione, si traduce nella sottoscrizione di un patto.

    Il patto di collaborazione (art. 5 del Regolamento) è, quindi, lo strumento con cui l'Amministrazione e i cittadini concordano tutto ciò che è necessario per la realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa con caratteristiche più complesse ed innovative rispetto alle semplici adesioni. Sono quindi definiti gli obiettivi le modalità di azione, la durata e i reciproci impegni.

    I patti di collaborazione sono definiti atti “amministrativi di natura non autoritativa” proprio perchè si fondano su una parità di rapporti fra cittadini ed amministrazione nell'ambito del modello dell'amministrazione condivisa, fondato sulla sussidiarietà.

    La co-progettazione dei contenuti del patto diventa centrale per instaurare un dialogo tra i proponenti e i servizi del Comune, per analizzare ed eventualmente sviluppare la proposta ed individuare insieme i punti di forza e le soluzioni alla criticità riscontrate tenendo presente la sostenibilità dell'idea.

    Costruire insieme un patto di collaborazione permette di riallacciare legami che tengono unita la comunità attraverso un rapporto di reciproca fiducia tra cittadini e amministrazione.

    La struttura comunale che si occupa dei Beni comuni è il punto di riferimento dei cittadini per favorire la costruzione di relazioni condivise e l'assunzione di responsabilità per l'interesse generale.

    I patti di collaborazione fino ad oggi sottoscritti sono visibili al seguente link.

    link patti di collaborazione

Pillola 8: le adesioni ad iniziative definite dall'Amministrazione (parte 2) (Art. 29)

  • … Dove eravamo rimasti:

    Il Comune ha attivato 4 iniziative standard per facilitare l'attività di cura e gestione dei beni comuni urbani nei settori di intervento più frequenti:

    1. Adotta un'aiuola
    2. Ritocchi urbani
    3. Al mio quartiere ci penso anch'io
    4. Alla mia scuola ci penso anch'io

    Nello scorso numero vi abbiamo presentato le prime due, ora approfondiremo le successive.

       3. Al mio quartiere ci penso anch'io

    Iniziativa dedicata ai cittadini che sono disposti a mantenere la pulizia degli spazi pubblici e dei luoghi della città a loro cari (strade, marciapiedi, parcheggi, spazi liberi), oppure per attività occasionali nel proprio quartiere (“pulizie di primavera”). Questa iniziativa è coordinata dal Servizio Urbanistica e ambiente in collaborazione con Dolomiti Ambiente s.r.l. (fornitura di scope e ramazze, sacchi per la raccolta differenziata e ritiro dei rifiuti).

       4. Alla mia scuola ci penso anch'io

    Il Comune ha attivato questa iniziativa specifica per le scuole, in quanto stimola insegnanti, alunni e genitori a pensare alla scuola come bene comune e quindi palestra dove apprendere i principi della cura, della manutenzione e della gestione responsabile degli spazi fruibili collettivamente, per evitarne il degrado. Grazie a questo percorso, la cura e l'abbellimento degli edifici scolastici comunali è promossa con il coinvolgimento degli alunni stessi. Ad esempio è possibile pulire i muri e altri arredi della scuola, rimuovere il vandalismo grafico, oppure abbellire gli spazi con murales, dipinti o altre creazioni artistiche. In questo caso spetta al Servizio Gestione fabbricati monitorare le proposte dei cittadini.

    Link adesioni

Pillola 7: Le adesioni a iniziative definite dall'amministrazione (parte 1) (art. 29)

  • La collaborazione tra cittadini e amministrazione può avvenire seguendo due modalità principali:

    1. Adesione ad iniziative predefinite dall'Amministrazione.
    2. Proposte elaborate dal cittadino che si traducono in un patto di collaborazione.

    In questa pillola ci soffermiamo sulla prima. Il Comune ha attivato 4 iniziative standard per facilitare l'attività di cura e gestione dei beni comuni urbani nei settori di intervento più frequenti. Il cittadino che intende attivarsi in prima persona deve compilare un modulo disponibile nell'Area tematica “Beni comuni” sul sito del Comune, inviarlo al servizio competente e, dopo aver ricevuto il consenso, può cominciare la sua azione di cura, di pulizia, di manutenzione e di gestione del bene comune specificato.

    Ad oggi sono attive le seguenti iniziative:

    1. Adotta un'aiuola
    2. Ritocchi urbani
    3. Al mio quartiere ci penso anch'io
    4. Alla mia scuola ci penso anch'io

    1. Adotta un'aiuola

    Iniziativa per coloro che vogliono dedicarsi alla cura occasionale o continuativa di piccoli spazi verdi, come le fioriere e le aiuole. Sono previste azioni per la manutenzione ordinaria completa (annaffio, concimazione, sfalcio, potatura, pulizia, posa di nuove piante) oppure per il controllo periodico (pulizia dalle erbacce e dai rifiuti, segnalazione dei danni). Tale iniziativa è coordinata dal Servizio Gestione strade e parchi che redige anche l'elenco delle aiuole adottabili.

    2. Ritocchi urbani

    Pensata per coloro che intendono pulire e abbellire i muri dei sottopassi, delle strade, dei viadotti, le panchine, le pensiline, i giochi per bambini, i pali e i cartelli segnaletici, i cestini e altri arredi urbani di proprietà comunale. Il Servizio Beni comuni e gestione acquisti è il destinatario delle proposte dei cittadini in questo ambito.

    … Le altre due adesioni verranno presentate nel prossimo numero!

     

    Link alle proposte dell'amministrazione

Avviso di asta pubblica per concessione in uso gratuito di nr. 2 immobili comunali nell'ambito del progetto CAMMINI E PERCORSI dell'Agenzia del Demanio

  • Avviso di asta pubblica per la concessione in uso gratuito - ex art. 11 co. 3 D.L. n. 83/2014, convertito, con modificazioni, in L. n. 106/2014 - di nr. 2 beni immobili appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune di Trento, situati lungo il percorso ciclopedonale “SOLE”.

  • Servizio di competenza: PATRIMONIO
  • Lunedì, 11 Dicembre 2017 ore 12:00
  • In esame

Pillola 6: il ruolo delle Circoscrizioni

  • La Circoscrizione ha un ruolo importante nell'ascolto dei cittadini, nel promuovere forme di consultazione diretta della popolazione locale, nel diffondere la cultura e le buone pratiche di cittadinanza attiva e nel favorire le collaborazioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani (art.10). Viene infatti messa a conoscenza delle proposte dei cittadini che riguardano in modo specifico il suo territorio o comunità e può esprimersi in merito all'opportunità delle stesse (art.11). Inoltre collabora con la Giunta comunale per individuare gli edifici dismessi che possono diventare oggetto di interventi da parte dei cittadini nella logica dell'amministrazione condivisa (art.16).

     

Pillola 5: il Servizio Beni Comuni, l'URP e gli altri Servizi Comunali

  • Il Servizio Beni comuni e gestione acquisti nasce come Progetto all'interno dell'Amministrazione comunale (decreto sindacale di nomina dirigenziale n. 59 del 29 giugno 2015) per dare attuazione al Regolamento. Al fine di realizzare le iniziative di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani, il Servizio ha un ruolo di primo piano nel promuovere le attività per favorire la collaborazione con i cittadini attivi e per gestire l'iter per la definizione dei patti, ponendosi come unico punto di riferimento per tutti coloro che intendono adoperarsi in questo ambito; inoltre, mobilita e supporta i Servizi comunali nell'implementazione del Regolamento secondo un approccio trasversale. Ad oggi sono stati coinvolti il Servizio Urbanistica e ambiente, il Servizio Gestione strade e parchi, il Servizio Biblioteca e archivio storico, il Servizio Cultura, turismo e politiche giovanili, il Servizio Attività sociali, il Servizio Gestione fabbricati e il Servizio Sistema informativo.

    Inoltre, è importante il contributo dell'Ufficio Relazioni con il pubblico (URP) che ha ampliato le sue funzioni tradizionali: oltre all'informazione, alla gestione di segnalazioni e reclami e all'esercizio del diritto di accesso, ora si occupa anche della promozione, del coordinamento e dell'istruttoria delle proposte di collaborazione manifestate dai cittadini.

Pillola 4: I principi generali (Art. 3)

  • Il Regolamento indica quali sono i principi a cui deve ispirarsi l'amministrazione condivisa. La collaborazione tra cittadini e Amministrazione deve fondarsi sulla fiducia reciproca, sulla pubblicitàe sulla trasparenza, affinché la relazione paritaria avviata sia neutrale, i processi visibili da tutti e i risultati raggiunti diffusi come buone pratiche. L'amministrazione condivisa richiede la condivisione delle responsabilitàper la cura e la gestione dei beni comuni in modo proporzionale alle capacità e alle risorse delle persone coinvolte. È inoltre necessario che le attività intraprese siano inclusive e aperte per dare la possibilità a chiunque di unirsi attivamente, adeguate e differenziate in base ai partecipanti e sostenibili siaeconomicamente sia ambientalmente. Per promuovere l'iniziativa autonoma dei cittadini, le relazioni tra le due parti devono essere informali, semplici e flessibili, pur sempre nel rispetto dell'etica pubblica.

Pillola 3: l'amministrazione condivisa e il principio di sussidiarietà

  • La portata innovativa del Regolamento riguarda principalmente il cambiamento del rapporto tra la cittadinanza e il Comune, orientato verso il modello dell'amministrazione condivisa. Da una parte, l'amministrazione riconosce il cittadino come portatore di conoscenze, esperienze, capacità e risorse da valorizzare a fini di interesse generale; dall'altra parte, il cittadino vede l'amministrazione più vicina e presente nella quotidianità e dunque propensa a un dialogo costruttivo. In quest'ottica di collaborazione è possibile un confronto su livello paritario favorevole alla crescita civile e sociale.

    Il modello dell'amministrazione condivisa è diventato pratica concreta con la riforma costituzionale del Titolo V (Legge Cost. 3/2001) quando è stato introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, comma 4): il perseguimento dell'interesse generale non è di esclusiva competenza e responsabilità delle istituzioni pubbliche, ma è possibile anche tramite l'azione dei cittadini, singoli e associati. Significa che le funzioni pubbliche, laddove è possibile e conveniente, devono poter essere svolte in via primaria dagli stessi cittadini, adeguatamente sostenuti allo scopo dalle amministrazioni pubbliche. Questo principio porta l'amministrazione a favorire le iniziative dei cittadini attivi per la cura dei beni comuni urbani.

     
     

    Come i cittadini potrebbero investire sull’amministrazione condivisa dei beni comuni

Pillola 2: le parole chiave della collaborazione (art. 2)

  • L'articolo 2 del Regolamento spiega i termini di riferimento per comprendere la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni urbani.

    • Beni comuni urbani: sono quei beni materiali (aiuole, parchi, ...), immateriali (formazione, coesione sociale, …) e digitali (piattaforme online, rete civica, …) che sono funzionali al benessere individuale e collettivo e per questa ragione la responsabilità della loro cura e gestione deve essere condivisa tra i cittadini e l'amministrazione.
    • Comune o Amministrazione: si riferisce al Comune di Trento in tutte le sue articolazioni (servizi, uffici, funzionari, …).
    • Cittadini attivi: sono i cittadini singoli o associati che sono interessati a prendersi cura di beni comuni.
    • Proposta di collaborazione: è la manifestazione di interesse del cittadino ad occuparsi di un bene comune.
    • Patto di collaborazione: è lo strumento con cui i cittadini e l'Amministrazione definiscono tutto quanto è necessario per realizzare gli interventi sui beni comuni urbani (obiettivi, risorse, impegni e responsabilità reciproche, …).
    • Spazi pubblici: sono aree verdi, piazze, strade, marciapiedi... di proprietà pubblica e liberamente accessibili.
    • Rete civica: è lo spazio online dove vengono pubblicate le informazioni relative alle attività dei cittadini e dell'amministrazione sui beni comuni.

    Gli interventi sui beni comuni possono essere:

    • Interventi di cura: sono volti alla manutenzione dei beni comuni urbani per migliorarne la qualità e renderli più fruibili.
    • Gestione condivisa: sono interventi di cura dei beni comuni che hanno una durata prolungata nel tempo e che possono coinvolgere tutti coloro che lo desiderano.
    • Interventi di rigenerazione: sono gli interventi di recupero, trasformazione e innovazione dei beni comuni progettati insieme da cittadini e Amministrazione per accrescere il benessere della collettività.
     

Pillola1: Il Regolamento sull'amministrazione condivisa e le sue finalità (Art.1)

  • Ecco la prima pillola per capire le finalità e le dinamiche sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per valorizzare i beni comuni della città!

    Il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” è stato approvato dal Comune di Trento nel marzo del 2015. Redatto da Labsus - Laboratorio per la Sussidiarietà e adottato per la prima volta a maggio 2014 dal Comune di Bologna, il Regolamento si è diffuso in ben oltre 100 comuni di tutta Italia.

    Come sottolinea il presidente di Labsus, Gregorio Arena, “il Regolamento è lo strumento giuridico che trasforma le capacità nascoste degli abitanti di una città in interventi di cura dei beni comuni” offrendo un quadro normativo chiaro alle iniziative di cittadinanza attiva già in essere e stimolando ulteriori proposte per migliorare la qualità della vita nel contesto urbano. In quest'ottica il Regolamento rappresenta una svolta importante che porta la comunità a essere partecipe dell'elaborazione e dell'attuazione delle soluzioni ai problemi che la riguardano. Si passa così dalla logica tradizionale secondo cui i cittadini sarebbero destinatari passivi di decisioni prese dall'alto, a quella innovativa dell'amministrazione condivisa in cui diventano protagonisti.

    Link esternoLabsus - laboratorio per la sussidiarietà

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