Le fontane storiche

Antichi luoghi d'incontro ed opere d'arte.

foto di Roberta Leoni

Nella vita della comunità trentina le fontane sono state per secoli beni culturali vivi ed importanti; poste nei luoghi più importanti della città quando la distribuzione idrica ancora non esisteva, non solo erano preziose per soddisfare le necessità quotidiane, ma fungevano da luoghi d'incontro, poli di aggregazione e socializzazione. Architetti e scultori avevano il compito di rappresentarvi il carattere del luogo -piazza o crocevia- in cui venivano collocate. All’interno della cinta urbana di Trento nella seconda metà dell’Ottocento si contavano ben trentacinque fontane pubbliche, nella maggior parte progettate e realizzate dall’ingegnere civico Paolo Leonardi (i cui disegni preparatori sono conservati presso l'Archivio Comunale di Trento). Alcune di queste ancor oggi decorano suggestivi scorci della città; sono state realizzate tra la fine del Settecento e la fine dell'Ottocento, testimoniando quindi l'epoca della controriforma ed i primi albori della città moderna. La fontana più nota, tanto da essere uno dei simboli della nostra città, è senz'altro quella del Nettuno. La sua collocazione proprio a diretta chiusura dell'asse trionfale urbano che collegava la “porta dei Diamanti” del Castello del Buonconsiglio al Duomo conferma l'attenzione della città nei riguardi dei fatti decorativi legati all'elemento acqua, sulla scia delle grandi realizzazioni monumentali delle altre città italiane. Altro simbolo di Piazza Duomo, che funge ancor oggi da luogo di ritrovo è la fontana dell'Aquila, all'angolo con Casa Rella. Piazza Pasi e Piazza delle Erbe sono abbellite dalle sculture di Andrea Malfatti (rispettivamente, i “do' castradi” ed il “Bacchino”). Nelle adiacenze dell'ex Convento degli Agostiniani si trovano la fontana settecentesca dedicata a San Giovanni Nepomuceno e quelle ottocentesche ora collocate all’interno del Giardino di San Marco. Curiosa è la storia legata alle sculture del Fozzer all'interno della fontana dei cavalli, che i trentini chiamano familarmente “lavaman del sindaco”, mentre la fontana dei Delfini abbellisce lo scorcio della città dove è presente la chiesa di Santa Croce.

Venerdì, 07 Giugno 2019 - Ultima modifica: Giovedì, 18 Luglio 2019

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