Città e università

Comune di Trento e Università di Trento collaborano per arricchire il territorio in cui operano.

Dal 1962, quando nacque l’Istituto Universitario Superiore di Scienze Sociali ad opera di Bruno Kessler, l'Università di Trento ha fatto molti passi avanti.

Nel 1972 si aggiunge la Facoltà di Scienze e nel 1973, dopo che Trento è diventata Libera Università, nasce la Facoltà di Economia e Commercio. Nel 1983 la Libera Università si trasforma in Università Statale con uno statuto che garantisce competenze di autogoverno. Nei due anni successivi fonda ben tre facoltà: Lettere e Filosofia, Giurisprudenza e Ingegneria. Ultima, in ordine di tempo, la Facoltà di Scienze Cognitive nel 2004.

L'Accordo di Milano, siglato nel 2009 tra il Governo e la Provincia autonoma di Trento (assieme a quella di Bolzano e alla Regione), sulla modifica dello Statuto speciale di autonomia in tema di norme finanziarie, riconosce alla Provincia nuove competenze con riguardo all'Università e rappresenta un'ulteriore importante tappa nello sviluppo dell'Ateneo, garantendo certezza e adeguatezza nell'attribuzione di risorse finanziarie.

Nel 2012 Facoltà e Dipartimenti di ricerca scompaiono per lasciar posto a strutture che uniscono la didattica e la ricerca: sono 11 Dipartimenti e 3 Centri di Ateneo.

Oltre 16.000 studenti, circa 600 tra docenti e ricercatori e altrettanti fra personale tecnico e amministrativo sono i numeri che parlano di un ateneo in grado di offrire un ambiente ideale di studio e ricerca, ai vertici in Italia per la qualità della ricerca e della formazione, al centro della vita civile del Trentino.

L'ateneo è articolato in tre poli:

  • Nel centro storico di Trento ci sono, a poca distanza l'uno dall'altro, i Dipartimenti di Sociologia e Ricerca Sociale, Economia e Management, Lettere e Filosofia, la Facoltà di Giurisprudenza e la Scuola di Studi Internazionali.
  • Nel polo universitario di collina ci sono i Dipartimenti di Fisica, Matematica, Ingegneria ambientale e meccanica, Ingegneria industriale, Ingegneria e scienza dell'informazione, Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata - CIBIO.
  • Nel polo di Rovereto c'è il Dipartimento di Psicologia e scienze cognitive, nato nel 2004 come Facoltà di Scienze cognitive, unica in Italia a puntare sulle neuroscienze, un'area di studio e di ricerca innovativa e carica di futuro.

L'offerta formativa si compone di corsi di studio, numerosi master di primo e di secondo livello, corsi di formazione avanzata e corsi di dottorato di ricerca.

Le attività di ricerca si svolgono, oltre che nei dipartimenti, anche in numerosi centri di ricerca e di studio, tra i quali il Centro interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC), il Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente (C3A) e la Scuola di Studi Internazionali (SSI).

Il territorio vanta, accanto ad importanti istituzioni di ricerca come la Fondazione Bruno Kessler (FBK) e la Fondazione Edmund Mach (FEM) diverse realtà di ricerca in partnership con l'Università, articolate in centri, progetti congiunti, spin off e start up.

Nel 2016, con la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Comune di Trento e Università, si è inteso intraprendere un cammino segnato dalla volontà di trasformare la relazione dell’Università di Trento con il territorio: da “Università della Città” a “Università nella Città”. Una Università con la quale fosse possibile avere uno scambio continuo e un rapporto di arricchimento reciproco. Un luogo dove vi fosse una piena valorizzazione sia dei saperi e delle professionalità dell'Ateneo rispetto alla formazione della cittadinanza, del mondo economico e sociale e del Comune; sia delle professionalità di alta qualificazione del Comune di Trento e del mondo economico e sociale, mettendole a disposizione delle iniziative formative dell'Ateneo. Il progetto congiunto, denominato "UniCittà ", avviato ufficialmente con la firma tra Ateneo e Comune di Trento, si è posto l'obiettivo di sviluppare e migliorare i rapporti tra la città di Trento e l’Università attraverso più azioni: il coinvolgimento di professori e ricercatori che possano contribuire sotto il profilo scientifico alla definizione delle politiche per la Città; la promozione di una maggiore interazione tra Città, Università e popolazione studentesca universitaria e l’incentivazione della conoscenza delle opportunità offerte dal territorio alla popolazione studentesca.

Defibrillatori: un corso gratuito per la cittadinanza

  • Proposto da Comune e Università nell'ambito del Protocollo UniCittà

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