Descrizione
“È stato un momento alto e pieno di significati quello vissuto oggi dalla nostra città. La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico e all’intitolazione della biblioteca universitaria ad Alcide De Gasperi è stata un grande onore non solo per la comunità cittadina: ha rappresentato un riconoscimento esplicito del valore e del prestigio del nostro Ateneo, diventato in un tempo relativamente breve un punto di riferimento per il mondo accademico, non solo italiano”.
Così il sindaco di Trento commenta la visita di oggi del Presidente della Repubblica, che ha sorpreso tutti con un intervento “a braccio”, capace di toccare corde di particolare significato in questo 2026 che segna l’ottantesimo anniversario della Repubblica. “Abbiamo la fortuna di avere un Presidente autorevole e mite, con la Costituzione sempre a portata di mano e un’umanità non comune che traspare già dallo sguardo – continua il sindaco - Ogni sua visita a Trento ha lasciato un segno profondo, nei giorni della tristezza come quello del funerale di Antonio Megalizzi e nei giorni della gioia, come l’apertura di Trento Capitale europea del volontariato. Ogni volta ci ha portato energia, speranza, fermezza rigorosa nel difendere le nostre istituzioni democratiche. Partecipando all’intitolazione della Biblioteca universitaria ad Alcide De Gasperi, oggi il Presidente onora uno dei grandi del secolo scorso, trentino d’origine ma europeo per visione e statura. È un invito a tutti noi a essere all’altezza della nostra storia migliore”.
A questo proposito, il sindaco si sofferma infine sull’intervento di Lorenzo Filippo Pastore, rappresentante degli studenti: “Sentire che molti studenti della nostra università sono costretti a lasciare il Trentino per mancanza di offerte di lavoro adeguate alla loro preparazione è l’ulteriore conferma che le istituzioni, le aziende, il tessuto economico in generale devono fare di più per trattenere sul territorio i giovani che si formano qui. Come ha dichiarato oggi il Presidente Mattarella, il progresso va inteso come un processo di responsabilizzazione di ciascuno. Sta dunque a tutti noi interpretare al meglio il nostro ruolo”.