La crisi del commercio nei centri storici: dalla ricerca a nuove politiche urbane. Mercoledì 15 aprile tavola rotonda in aula Kessler

L’incontro avvia il confronto tra le città di Trento e Rovereto sul tema della rigenerazione urbana Punto di partenza è una ricerca curata dal Dipartimento di Sociologia su quattro vie simbolo del capoluogo (San Pietro, Suffragio, San Martino e Cavour) insieme alle rilevazioni sugli spazi commerciali non utilizzati nella città della Quercia. L’intervento di Davide Agazzi si sofferma sui casi in cui la collaborazione tra decisori pubblici e imprese innovative ha portato a trasformazioni urbane positive. Obiettivo: restituire la complessità delle trasformazioni in atto e orientare le scelte
Data:

10/04/2026

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  • Comunicato stampa
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© Comune di Trento - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

È un processo irreversibile la crisi nel commercio nei centri storici? La trasformazione in atto può essere guidata in modo da evitare una desertificazione che finisce per snaturare lo spazio urbano? A queste e ad altre domande tenterà di rispondere la tavola rotonda “Abitudini di consumo, commercio e rigenerazione urbana” in programma mercoledì 15 aprile, dalle 14:30, nell’aula Kessler del Palazzo di Sociologia in via Verdi. L’incontro sarà l'occasione per presentare i risultati della ricerca sostenuta dal tavolo di collaborazione Comune di Trento/Ateneo UniCittà dal titolo "Commercio di prossimità nel Comune di Trento: ruolo, evoluzione e prospettive" e per avviare un confronto con i dati in possesso del Comune di Rovereto sugli spazi commerciali non utilizzati. La tavola rotonda nasce dunque dalla riflessione comune avviata dai due Comuni insieme all'Università, trait d'union e insieme perno di un'attività di ricerca sul commercio che mira non solo a descrivere la crisi in atto ma anche a orientare le politiche urbane.

La ricerca 

L’indagine "Commercio di prossimità nel Comune di Trento: ruolo, evoluzione e prospettive" per il suo impianto metodologico costituisce un'operazione inedita per il contesto trentino. Non si tratta di una fotografia complessiva dell'intero tessuto commerciale cittadino, ma di un'analisi approfondita e mirata su un campione significativo di vie selezionate per la loro rilevanza urbana, commerciale e simbolica.

La ricerca è stata condotta attraverso un approccio metodologico misto che ha previsto l’utilizzo combinato di metodi qualitativi e quantitativi e ha visto la collaborazione tra il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università e il Comune di Trento.

Il lavoro ha coinvolto attivamente studenti e tirocinanti, che hanno partecipato alla raccolta e all'analisi dei dati, i cittadini, attraverso un questionario online che ha raccolto 1.226 risposte valide, e infine i commercianti, mediante 20 interviste realizzate nelle quattro vie simbolo del centro storico – San Pietro, Suffragio, San Martino e Cavour – integrate da due colloqui con osservatori privilegiati. A questi strumenti si sono affiancati analisi storiche, mappature georeferenziate delle attività commerciali e osservazioni etnografiche sul campo.

Ciò che rende peculiare questo lavoro non è la quantità dei dati, ma l'integrazione delle prospettive: dati strutturali, percezioni dei cittadini ed esperienze dirette degli operatori.

La ricerca si fonda su dati di recente rilevazione: il questionario ai cittadini è stato somministrato tra giugno e agosto 2025, le interviste ai commercianti si sono svolte tra agosto e ottobre 2025, le mappature diacroniche hanno consentito di confrontare la configurazione commerciale delle quattro vie negli anni 2014, 2018 e 2025, evidenziando le tendenze evolutive dell'ultimo decennio.

Si tratta pertanto di una fotografia aggiornata e localizzata, che restituisce con tempestività le dinamiche recenti in un insieme significativo di strade rappresentative del centro storico.

Il declino del commercio di prossimità costituisce una sfida che interessa molte città europee, con conseguenze che vanno oltre la dimensione economica e investono la vitalità sociale e culturale dei contesti urbani. Le cause di questo fenomeno sono ampiamente note – e-commerce, grandi superfici, crisi economiche – ma la loro manifestazione assume forme specifiche in ciascun territorio. Proprio per questo, la ricerca non ha inteso fornire un quadro esaustivo dell'intera città, ma piuttosto offrire al Comune e alla città uno strumento di analisi approfondita su un campione significativo, in grado di restituire la complessità delle trasformazioni in atto e di fornire evidenze empiriche utili a orientare scelte di policy mirate e contestualizzate.

Stabilità dei numeri, crollo dell'identità

Tra il 2014 e il 2025, il numero totale di attività nelle quattro vie simboliche del centro è rimasto quasi identico (da 170 a 171). A prima vista, sembrerebbe una fotografia di stabilità, se non di salute. Dietro questa apparente stabilità si nasconde una trasformazione radicale e silenziosa. Non è la stabilità che ci si aspetta, ma una trasformazione profonda del Dna commerciale.

I numeri sono eloquenti: la chiusura di 11 negozi di abbigliamento evidenzia un crollo verticale del comparto che storicamente definiva lo shopping cittadino. L’apertura di 9 attività di ristorazione/take-away mostra la "foodification" galoppante, specialmente in strade come via Cavour. Il calo delle attività artigianali (-2) è il segnale della scomparsa di un saper fare che è parte dell'identità locale. L’aumento delle associazioni (+4) indica la comparsa di nuove protagoniste (culturali e sociali) che cercano di riempire i vuoti lasciati dal commercio tradizionale.

Dunque il centro storico di Trento non sta morendo, si sta trasformando in qualcos'altro. Stiamo assistendo a una sostituzione di identità: dove c'erano botteghe, artigiani e negozi di abbigliamento, oggi ci sono takeaway, ristoranti e locali. Il problema non è il numero di vetrine aperte, ma cosa c'è dentro quelle vetrine e cosa questo significa per la vita dei residenti e per l'unicità della città.

Il tema della sicurezza

La sicurezza è un tema emotivo che cattura l'attenzione. Il report offre a questo riguardo un quadro sfumato. Il 57 per cento dei cittadini che hanno risposto al questionario si sente sicuro o molto sicuro nel centro storico. Tuttavia, quasi 500 persone esprimono preoccupazioni e la percezione varia drasticamente da una via all'altra. La sicurezza non è un concetto omogeneo, ma un'esperienza profondamente localizzata e divisiva. Mentre alcune aree vengono percepite come ordinate e sicure, altre vengono descritte come "fuori controllo". Via Cavour rappresenta l'esempio più lampante della frattura. I commercianti la descrivono con termini durissimi: "degrado", "abbandono", con episodi segnalati di conflittualità e una percezione diffusa di insicurezza che scoraggia la permanenza. Via San Martino, al contrario, viene descritta come un modello virtuoso di coesione e socialità, dove la sicurezza è data proprio dalla vitalità e dalla presenza di una comunità attiva.

Non possiamo più parlare di sicurezza del centro storico in termini generali. Emergono differenze significative tra le diverse vie: alcune sono percepite come tranquille e vitali, altre mostrano segnali di maggiore fragilità. La sfida è rafforzare l’equilibrio e la coesione del centro storico, valorizzando le esperienze positive già presenti.

Il desiderio di comunità

Il futuro del centro storico non sarà salvato da un singolo grande evento o da una legge, ma dalla capacità di ricostruire reti di collaborazione e di ridare voce a chi ogni giorno tiene aperta una serranda. Via San Martino è l'unica tra le quattro vie analizzate a mostrare una vivacità legata a iniziative culturali e di comunità. Il successo di San Martino non è casuale, ma è il risultato di un modello alternativo e intenzionale. Non si basa su grandi flussi turistici o su catene, ma su comunità, cooperazione e un nuovo ruolo del commerciante. I commercianti di San Martino parlano di "senso di appartenenza", di essere "parte della possibile soluzione", di organizzare insieme le feste di quartiere e di sentirsi "tutti amici". Questo modello è nato dal basso e ha ricevuto supporto istituzionale, creando un circolo virtuoso.

Le interviste mostrano che la quasi totalità dei commercianti delle altre vie desidera esattamente questo: coesione, rappresentanza, ascolto. Chiedono "manager di strada", facilitatori, un nuovo ruolo e un "nuovo patto con le istituzioni". Guardando i numeri totali, il centro sembra resistere, ma il dato totale nasconde una trasformazione interna. Sotto la superficie, il centro presenta alcune criticità importanti che vanno affrontate. C'è chi subisce la 'foodification' e chi prova a difendere l'identità artigiana. La sfida ora è quella di contrastare la tendenza che fa sì che i centri storici siano dominati da un’unica tipologia di attività per investire nella loro diversità e unicità.

Il programma della tavola rotonda

Alle 15:00 è prevista l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali del professor Marco Brunazzo, direttore del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento, di Alberto Pedrotti, assessore all’Economia e montagna del Comune di Trento e di Michele Dorigotti, assessore alla Partecipazione e al commercio del Comune di Rovereto.

Dalle 15:30 alle 16:30 ci sarà la presentazione dei risultati della ricerca “Spazi” a cura di Francesca Forno (responsabile scientifico), Leonardo Boatto, Ismaele Corso, Carmen Papapicco. Verranno illustrati i dati raccolti sul commercio di prossimità a Trento nell’ambito della ricerca sostenuta dal Protocollo UniCittà, avviando un confronto con le rilevazioni sugli spazi commerciali non utilizzati nel Comune di Rovereto.

Dalle 16:30 alle 17:00 Davide Agazzi, co-fondatore di From, esperto di sviluppo locale e innovazione sociale, analizzerà il tema "Rigenerazione urbana e commercio di prossimità: Spunti di riflessione a partire dalla ricerca". Dopo le domande del pubblico, a partire dalle 17.30 ci sarà la tavola rotonda a cui parteciperanno gli attori del territorio, ovvero gli assessori Dorigotti e Pedrotti e i rappresentanti delle associazioni dei commercianti e di altre categorie economiche.

Gli obiettivi dell'incontro

L’incontro intende avviare un confronto strutturato tra le città di Trento e Rovereto, promuovendo una riflessione condivisa sul tema della rigenerazione urbana con il supporto scientifico dell’Ateneo. Tra i risultati attesi vi è l’avvio di un percorso comune di studio, ricerca e azione volto ad analizzare le dinamiche del commercio di prossimità e il fenomeno degli spazi commerciali vuoti nei due contesti urbani, ponendo le basi per favorire il dialogo tra amministratori e cittadini e per individuare, in modo partecipato, possibili politiche di intervento.

Davide Agazzi è co-fondatore di From - Moltiplichiamo valore pubblico, un partner strategico e creativo specializzato in trasformazione urbana, innovazione sociale e sviluppo locale. Profondo conoscitore delle politiche per il commercio locale e dell'economia di prossimità, Agazzi nel suo intervento, a partire dai risultati della ricerca e dall'esperienza di From, affronterà il tema della qualità degli spazi al piano terra come elemento determinante per la qualità della vita nei quartieri, condividendo metodologie e casi studio in cui il coinvolgimento di comunità, decisori pubblici e imprese innovative ha generato valore pubblico e trasformazioni urbane positive.

L'evento è organizzato con il supporto del Comune di Rovereto e del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università di Trento.

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Ultimo aggiornamento: 10/04/2026 12:36

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