Descrizione
C’è un sistema virtuoso che mette in contatto le persone disoccupate in cerca di lavoro con i Comuni, le Comunità, le aziende pubbliche di servizi alla persona e le aziende speciali, garantendo una fonte di reddito anche a soggetti con disabilità. Al Comune di Trento, nel 2026, sono centocinquantasette i lavoratori socialmente utili impiegati in diversi ambiti di intervento, dalla cura del verde urbano alle attività d’ufficio, dai servizi a domicilio all’animazione nelle residenze per anziani.
In trentanove aiutano i tecnici del servizio Gestione strade e parchi nello sfalcio dell’erba, nella cura delle aiuole o nel rifacimento delle panchine e in piccoli lavori di muratura. Quattordici sono invece le persone che collaborano nella tenuta dell’archivio comunale e alla digitalizzazione della documentazione, mentre in tredici supportano gli utenti che necessitano di accompagnamento alle visite mediche, per l’acquisto di farmaci o commissioni varie e per il disbrigo di incombenze burocratiche, facendo loro compagnia anche in occasione di feste, ricorrenze e momenti religiosi. E ancora, ventidue sono collocati all’Azienda Forestale Trento-Sopramonte, dove si occupano, tra le altre cose, di manutenzione di staccionate e parchi giochi, e sessantanove nelle aziende pubbliche di servizi alla persona, dove si dedicano all’animazione e alla cura del verde.
Sono questi i numeri dell’Intervento 3.3.D, che per l’Amministrazione comunale si traduce nella possibilità di fornire un impiego a persone disoccupate e in condizione di svantaggio personale e sociale, e di poter contare al tempo stesso su una forza lavoro che collabora con i servizi nella cura dell’ambiente urbano e nel dare risposta ai cittadini in condizione di fragilità.
L’iniziativa, che rientra tra le misure di accompagnamento all'occupabilità ed è disciplinata dal Documento delle Politiche del lavoro della Provincia Autonoma di Trento, nasce per agevolare l'inserimento nel mercato del lavoro di persone deboli e favorire il recupero sociale e lavorativo di coloro che si trovano in situazione di svantaggio sociale o disoccupazione di lungo periodo.
Si tratta di un intervento di politica attiva del lavoro rivolto a disoccupati, iscritti in apposite liste, residenti in provincia di Trento da almeno cinque anni continuativi o da dieci anni nel corso della vita. Nello specifico, i destinatari sono persone disoccupate da più di 6 mesi con più di 50 anni d’età oppure disoccupate con più di 25 anni e iscritte come disabili nell’elenco disciplinato dalla legge 68 del 1999 o ancora disoccupati con più di 25 anni, segnalati dai servizi sociali o sanitari o dall’Ufficio esecuzione penale esterna.
I progetti, che variano da un minimo di 4 a un massimo di 10 mesi, ad eccezione di quelli pluriennali legati ai servizi ausiliari di tipo sociale che possono durare fino a 24 mesi, devono consistere prevalentemente in attività di manodopera.
L’intervento è realizzato grazie al contributo economico concesso dall’Agenzia del lavoro, che finanzia fino al 70 per cento del solo costo del lavoro, totalmente coperto in caso di persone disabili con invalidità di tipo psichico o intellettivo pari o superiore all’80 per cento e di madri single.
Si tratta di un intervento che l’Amministrazione comunale porta avanti da più di un decennio (negli anni scorsi si parlava di Intervento 19 e ancora prima di Azione 10) e che per il servizio sociale del Comune, considerate le difficoltà delle persone di trovare lavoro autonomamente, rappresenta lo strumento fondamentale tra le azioni previste per il sostegno al reddito o all’occupazione, sia per quanto riguarda le persone in condizione di fragilità che per le persone disoccupate.