Descrizione
Il nuovo Spazio Giovani si trova all’interno del compendio “Ex mensa Santa Chiara”, lasciato libero dall’Opera universitaria nel 2008. L’intervento di riqualificazione, parte di un più ampio progetto, riguarda un edificio costruito nel 1986 e progettato degli architetti Alberto Cecchetto e Roberto Ferrari. I lavori generali che hanno interessato le strutture e gli impianti del nuovo Spazio Giovani sono stati finanziati nel contesto del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città Metropolitane e dei Comuni Capoluogo di Provincia”: quel finanziamento di 18 milioni di euro ha consentito di avviare il “Santa Chiara Open Lab” che ormai si avvia verso la conclusione. Oltre allo Spazio Giovani, la riqualificazione ha coinvolto un intero compendio: l’ex Casa di riposo, dove arriveranno presto gli uffici tecnici comunali, l’adiacente palazzina uffici, dove sono stati realizzati un cohousing e il centro anziani. E ancora la chiesetta del Redentore e le aree esterne del parco. I lavori di arredo e finitura dello Spazio Giovani sono stati invece finanziati con risorse proprie dal Comune di Trento.
Il Comune ha iniziato a lavorare al progetto dello Spazio Giovani nel 2016, per poi approvare il progetto esecutivo delle opere generali di riqualificazione dell’edificio nel 2018. Il percorso di realizzazione dei lavori è stato piuttosto complesso e oneroso: per la riqualificazione dell’edificio sono state investite risorse per un totale di circa 2 milioni e 100 mila euro per la parte destinata allo Spazio Giovani e di circa 1 milione di euro per le sistemazioni esterne dei percorsi tra il parco e l’edificio. Molte sono le imprese, i tecnici liberi professionisti e interni all’Amministrazione comunale che si sono occupati dell’opera.
Lo Spazio Giovani è raggiungibile da un grande portale realizzato a nord della struttura, affacciato su un’area aperta pavimentata raggiungibile con un nuovo sistema di rampe e scale che fanno da cerniera tra il parco e il complesso di ex Lettere (dove sono i Teatri Auditorium e Cuminetti e il Palabocchi.). È stato realizzato infatti un sistema di percorsi pavimentati sbarrierati e ciclabili a sud e a nord dell’ex mensa Santa Chiara.
Altri due accessi al Spazio Giovani sono collocati sul percorso pavimentato a est dell’edificio che affaccia sul parco e sulla vasca di fitodepurazione che raccoglie le acque di prima pioggia delle coperture. Lo stesso percorso sarà di accesso anche al volume vetrato destinato a bar caffetteria, oggetto di altro appalto per le finiture interne.
All’interno il Spazio Giovani è un grande spazio libero: insieme ai servizi è di circa 500 metri quadrati ed è caratterizzato da tre grandi patii vetrati da cui entra la luce naturale, oscurabili con delle tende blu a rullo e divisibile in due da una parete mobile.
Lo spazio è allestito, oltre che con armadi fissi su misura, con arredi, tavoli e sedie colorate, che sono destinati a essere disposti secondo diversi layout, a seconda delle iniziative in programma. La flessibilità è una caratteristica anche degli impianti: sono presenti infatti molte “botoline” a pavimento che ospitano prese elettriche.
Lo spazio interno, dopo la lunga riqualificazione strutturale e impiantistica, con una particolare cura rispetto agli aspetti antincendio, ha conservato la configurazione che aveva come mensa universitaria: il nuovo pavimento in cemento industriale scuro ripropone il tono originario, mentre le pareti sono colorate.
La vasca di fitodepurazione esterna raccoglie l’acqua delle coperture dell’edificio dell’ex Mensa ed è integrata, in caso di assenza di precipitazioni, con acqua dell’acquedotto. L’acqua che esce dalla vasca, sottoposta a un processo di filtrazione naturale, viene destinata all’irrigazione del parco. Si tratta di uno specchio d’acqua bassa con le sponde degradanti e il fondo in ciottoli di diversa grandezza. Sono state messe a dimora secondo una specifica sequenza, per settori, delle piante acquatiche che sono destinate a proliferare nello specchio d’acqua. Si tratta di specie vegetali tipiche delle zone umide (macrofite igrofile), radicate a un substrato di crescita o flottanti sullo specchio d'acqua. Questo tipo di vasche sono anche definite sistemi naturali in quanto tendono a riprodurre in ambiente controllato i processi di autodepurazione che avvengono nelle zone umide, in cui sono coinvolte, oltre alle specie vegetali, anche i microrganismi associati, per il trattamento delle acque. In tali ambienti si realizzano i naturali processi di autodepurazione delle zone umide per degradare gli inquinanti contenuti nelle acque che in questo caso sono raccolte in copertura.
Il viale centrale del parco ora pavimentato provvisoriamente in ghiaino, sarà oggetto di successivi lavori, per i quali è attualmente in corso gara d’appalto. La pavimentazione di questo viale sarà caratterizzata da “asfalto biondo” e sarà realizzata in concomitanza con la sostituzione dei corpi illuminanti per i quali c’è già la predisposizione nelle parti caratterizzate dalla pavimentazione in porfido. Nel contesto di questi lavori verrà realizzata anche nuova rete di telecamere di sorveglianza.