Riapertura di Porta Veronensis, in estate i lavori per il nuovo allestimento

Il sito è chiuso dal 2015 a causa delle infiltrazioni. Il costo dell’intervento sarà di 250 mila euro
Data:

12/02/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Entro la fine del 2026 è previsto di riaprire il sito archeologico di Porta Veronensis valorizzandolo con un nuovo allestimento e una nuova illuminazione. È l’obiettivo della Giunta comunale che lunedì scorso ha approvato il progetto esecutivo dei lavori che verranno eseguiti nel corso della prossima estate, allestendo il cantiere sulla piazza.

Posto sotto piazza Duomo, ai piedi della Torre Civica, il sito archeologico è accessibile passando attraverso il Museo Diocesano ed è chiuso al pubblico dal 2015. Sono già stati eseguiti alcuni lavori preliminari che hanno comportato la demolizione dei controsoffitti e degli impianti all’interno del sito archeologico e l’impermeabilizzazione sulla copertura. È stato poi eseguito un rilievo tridimensionale di tutto il sito, funzionale al progetto di allestimento oltre che alla possibile elaborazione futura di apparati multimediali.

Il percorso di visita che sarà proposto dopo l'intervento di valorizzazione metterà a disposizione nuovi apparati per la descrizione del sito e la ricostruzione tridimensionale in filo di ferro di alcuni volumi di cui resta solo il basamento. Si tratta di apparati leggeri e semitrasparenti sospesi a soffitto che contribuiranno a far comprendere l’inserimento dei resti archeologici nel contesto originario. Il progetto è stato condiviso con la Soprintendenza per i Beni culturali di Trento, in particolare con l’ufficio Beni Archeologici che ha la competenza scientifica sul sito.

I primi resti di Porta Veronensis sono venuti alla luce casualmente, in occasione di lavori alle fognature della piazza soprastante, a partire dal 1920. Gli scavi e la realizzazione del sito archeologico risalgono alla fine degli anni Ottanta, inizio anni Novanta. Il sito è stato in seguito chiuso per problemi di funzionalità degli impianti e di infiltrazioni e poiché necessitava di una revisione delle modalità di fruizione e della definizione di una strategia gestionale, che andrà ora trovata in accordo con il Museo Diocesano.

Diversi professionisti sono impegnati nel progetto, coordinati dall’architetta Anna Bruschetti del Comune di Trento. A ognuno di essi è stato affidato un incarico specifico: allo Studio Weber + Winterle Architetti è stata affidata la progettazione architettonica, all’ingegner Paolo Callegari l’incarico di coordinatore per la sicurezza, all’ingegner Oscar Nichelatti la progettazione degli impianti elettrici e di illuminazione, all’ingegner Fabio Ferrario la redazione della relazione tecnica sullo stato di consistenza delle strutture, la verifica delle strutture esistenti e la progettazione degli interventi strutturali.

Nella sua struttura definitiva che risale alla metà del I secolo d.C. la Porta Veronensis era gemina, cioè formata da due aperture fiancheggiate da due torri poligonali a sedici lati, del diametro di oltre 5 metri e alte due, forse tre piani. Un passaggio era destinato ai pedoni e uno ai mezzi di trasporto. Sono ben visibili, su una pavimentazione in pietra rossa di Trento, le basi delle due facciate con gli incassi nei quali scorrevano le chiusure a saracinesca. Di particolare interesse la presenza di un breve tratto del cardo massimo, l’asse viario principale della città che, partendo dalla porta, convogliava il traffico in direzione nord, verso il fiume Adige, e che presenta ancora numerosi solchi prodotti dal passaggio di carri pesanti. Ciò che oggi rimane riguarda la parte occidentale del complesso. Quella orientale è stata infatti inglobata nelle fondazioni della Torre civica, eretta dopo il 1000, per la cui costruzione è stato reimpiegato del materiale appartenente alla porta stessa.

 

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Data di scadenza

31/12/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 12/02/2026 10:20

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