Descrizione
Nei giorni scorsi le sponde del torrente Fersina sono state ripulite grazie a un’azione coordinata tra servizio Bacini montani, che ha curato sfalci e potature, Comune di Trento, Muse, Enpa, Lipu e associazione Pescatori dilettanti trentini. L’obiettivo fin dall’inizio è stato non solo quello di garantire la sicurezza idraulica, ma anche di minimizzare l’impatto sulla fauna che vive lungo il corso d’acqua.
Il torrente trasformato in un canale
Nel contesto urbano di Trento il torrente Fersina costituisce un elemento di naturalità che dev’essere per quanto possibile valorizzato, pur nella consapevolezza che la sua naturalità è stata in larga parte compromessa in conseguenza degli interventi di «sistemazione idraulica» attuati a partire dalla seconda metà del XVIII secolo e della novecentesca espansione della città.
Nella seconda metà del Settecento il corso d’acqua venne bandito dal nucleo storico della città per ragioni di «sicurezza idraulica»: il suo precedente letto (che attraversava l’odierna piazza di Fiera) fu allontanato verso sud per circa settecento metri, in quello che è il suo alveo attuale, erigendo lungo la sponda destra idrografica possenti arginature in pietre squadrate, così da mitigare la severa minaccia che le piene del torrente costituivano per il centro urbano.
La successiva espansione urbanistica ha fagocitato il torrente, che in previsione della nascita del quartiere della Bolghera venne dotato di argini anche in sponda sinistra, e trasformato di fatto in un canale.
Nonostante la sua «canalizzazione», alla quale per ovvie ragioni non è più possibile porre rimedio, oggi la cittadinanza attribuisce giustamente al torrente Fersina un importante valore ambientale, grazie alla presenza di habitat faunistici, di caratteristici scorci di paesaggio, di assidua frequentazione sociale.
La gestione della vegetazione
Anche la vegetazione presente in alveo recita un ruolo importante e richiede un’oculata gestione, che consenta di mantenere un equilibrio tra le diverse esigenze: ambientali, sociali e di sicurezza idraulica, queste ultime finalizzate a mantenere in efficienza gli argini e a attenuare i danni provocati dalle piene torrentizie.
La gestione della vegetazione nel Fersina necessita di un approccio multidisciplinare: gli interventi appena eseguiti hanno visto dunque impegnati sia il Servizio Bacini montani, che ha curato lo sfalcio e la potatura della vegetazione che stava invadendo il marciapiede, la pista ciclabile e la strada lungo viale Bolognini, via Marsala, via Eusebio Iori e via Fersina, sia il Comune di Trento, che sta creando un percorso di accesso al torrente all’altezza di via Medici.
I lavori sono stati condivisi con il Muse, l’Enpa, la Lipu e l’associazione Pescatori dilettanti trentini, in modo da gestire e migliorare gli habitat presenti nell’alveo del Fersina, tenendo conto non solo delle esigenze di manutenzione delle opere di difesa idraulica, ma di tutti i valori ambientali che il Fersina cittadino racchiude in sé. Per minimizzare l'impatto sulla fauna terrestre (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) il Muse ha proposto di effettuare gli interventi gestionali – soprattutto quelli più vicini all’alveo - preferibilmente nel periodo fine agosto-marzo.
Merlo acquaiolo, germano reale e gallinella d’acqua
Nel corso del sopralluogo effettuato congiuntamente nella zona interessata dai lavori, Enpa e Lipu hanno dato rilievo all’esigenza di preservare e incentivare la naturalità dei luoghi, per consentire la presenza delle varie specie selvatiche – ittiche e ornitiche - che frequentano l’alveo del torrente. Hanno rivolto particolare attenzione alla tutela dell’avifauna che potrebbe venire disturbata in caso di interventi invasivi, concordando i tempi e le corrette modalità per operare. Fra le specie ornitiche nidificanti, è attestata la presenza di merlo acquaiolo, germano reale, gallinella d'acqua, e la presenza saltuaria anche di smergo maggiore e airone cenerino, oltre ad altre specie di passeriformi, che hanno trovato all’interno della città un ambiente idoneo alla nidificazione, contribuendo ad arricchire la biodiversità e a rendere piacevole e interessante per i cittadini la frequentazione delle passeggiate lungo la Fersina: perché un ambiente preservato, ricco di vita e di biodiversità è fondamentale per la vivibilità del territorio.