Impegno civico, vivacità culturale e bisogno di autonomia: nel Rapporto del Comune la fotografia di bambini e giovani

Il documento finanziato dal protocollo Unicittà mette in evidenza gli effetti delle politiche comunali sulle condizioni della popolazione under 30
Data:

17/12/2025

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Descrizione

È stato presentato nel pomeriggio di mercoledì 17 dicembre a HarpoLab il Rapporto infanzia e giovani 2025 del Comune di Trento, finanziato nell’ambito del protocollo Unicittà. A illustrare i risultati della ricerca, condotta a partire da dati statistici interni ed esterni al Comune e da specifici focus group, la vicesindaca e assessora alle Politiche giovanili Elisabetta Bozzarelli, il direttore del dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento Marco Brunazzo, Ermenilda Levari dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, Silvio Fedrizzi, Paola Delrio e Paola Penasa del Comune di Trento, insieme a Lucio Matteo Pascale, borsista di ricerca dell’Università che ha collaborato con l’ufficio Politiche giovanili nella stesura del documento.

Il rapporto fotografa la vita di bambini, bambine, ragazzi e ragazze di Trento, ampliando per la prima volta l’indagine anche alla fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Non solo, tra le novità di questa edizione, vi sono anche l’analisi trasversale del bilancio comunale, utile a comprendere l’entità delle risorse messe a disposizione dall’Amministrazione nel 2024 per lo sviluppo delle politiche giovanili, e lo studio di alcune pratiche di partecipazione giovanile a livello locale, nazionale e internazionale. E ancora, sono stati organizzati alcuni momenti di ascolto e confronto con categorie rappresentative di ragazzi e ragazze, per integrare con un’analisi di tipo qualitativo i risultati espressi dal punto di vista quantitativo.

«Quando abbiamo immaginato il volto di una Trento che pensa giovane non intendevamo descrivere una città di adulti che pensano al posto delle nuove generazioni, ma una comunità in cui anche i più piccoli fossero protagonisti attivi delle politiche che li riguardano – ha affermato la vicesindaca e assessora alle Politiche giovanili Elisabetta Bozzarelli – Ecco perché, anche nella stesura del rapporto, che restituisce una fotografia onesta e complessa della città, abbiamo coinvolto in prima persona i ragazzi di Trento, per ascoltare quali sogni li guidino nel presente e quali aspettative li orientino nel futuro. Le loro testimonianze, unite ai numerosi dati raccolti e elaborati, ci aiutano a capire quali siano gli effetti delle scelte compiute dall’Amministrazione negli ultimi anni e quali gli aspetti in cui investire per continuare a mantenere la nostra città un luogo davvero accogliente per tutte e tutti. I giovani hanno le idee chiare, a noi spetta il compito di offrire loro spazi e strumenti affinché possano partecipare al presente e costruire il domani».

Partendo dal dato demografico, nel testo si evidenzia una crescita contenuta della popolazione residente, trainata soprattutto dai flussi migratori, con un aumento del 13,4 per cento della fascia over 65 e una riduzione dell’8,5 per cento di quella under 18 (dal 2015 le nascite sono calate del 19,9 per cento). Le famiglie cambiano forma: aumentano quelle unipersonali e diminuiscono i nuclei con figli, segnalando mutamenti nei modelli di vita e nei percorsi di autonomia giovanile.

Tra i risultati positivi, si conferma l’offerta dei servizi per la prima infanzia che garantisce l’accesso al nido a oltre il 50 per cento dei bambini nella fascia 0 - 3 anni residenti a Trento. Per quanto riguarda i diversi cicli di istruzione, si registrano un calo delle iscrizioni dovuto alla denatalità e una maggiore presenza di studenti con background migratorio e con bisogni educativi speciali, oltre a una divisione di genere nella scelta del percorso scolastico. L’Università di Trento continua a rappresentare un polo di eccellenza e attrattività a livello nazionale, confermato anche dal numero degli studenti fuori sede, pari a circa il 75 per cento del totale. In questo ambito, le maggiori difficoltà sono costituite dalla carenza di alloggi e dalla transizione verso il mondo del lavoro.

Buoni risultati anche per quanto riguarda il mercato del lavoro giovanile, che presenta segnali di ripresa. Il tasso di occupazione under 35 è in aumento e si mantiene nettamente superiore alla media italiana. La crescita occupazionale, a partire dal 2021, mostra un aumento medio annuo del 3,75 per cento, anche se la stabilità occupazionale resta un nodo irrisolto. Le assunzioni a tempo determinato e i contratti intermittenti costituiscono la quota maggioritaria delle nuove attivazioni, mentre le forme stabili rimangono marginali. Anche l’imprenditoria giovanile si dimostra vitale e più radicata che a livello nazionale, con una presenza significativa nei settori dell’agricoltura, dei servizi e delle professioni tecnico-scientifiche. I dati raccolti da Confindustria, per contro, rilevano la difficoltà delle aziende nel trovare giovani con competenze adeguate e una forte propensione, per il 54 per cento di loro, a immaginare un futuro professionale fuori provincia. Infine, è in calo dell’8,53 per cento il numero dei giovani che non sono impegnati in percorsi di studio o di lavoro, i cosiddetti Neet, che sono il 10,3 per cento dei ragazzi compresi tra i 15 e i 34 anni.

Analizzando la situazione economica, emerge la difficoltà delle famiglie trentine nel fronteggiare l’aumento dei prezzi, che dal 2021 sono aumentati del 15 per cento, a fronte di una minore crescita del reddito medio equivalente pro capite, salito solo del 10,5 per cento. A ciò si aggiunge una distribuzione asimmetrica dei redditi verso l’alto, che lascia intendere disuguaglianze marcate tra le classi sociali.

E ancora, sul piano delle politiche sociali, dei 2650 utenti presi in carico nel 2024 dal servizio Welfare e coesione sociale più della metà sono minorenni (il 55,9 per cento, pari a 1480 utenti). Dal 2015, i nuclei familiari seguiti sono aumentati del 19 per cento, gli adulti del 14 e i minori del 35, con una maggiore incidenza della fascia d’età 0 - 5 anni. Sono tuttavia in forte aumento gli interventi integrativi, ovvero le soluzioni educative domiciliari (+88 per cento) e gli spazi neutri (+90 per cento), e in calo quelli sostitutivi (–22,9 per cento), segnale di un’efficace azione preventiva e di un potenziamento della rete educativa territoriale.

Approfondendo poi il capitolo dedicato a partecipazione civica e volontariato si conferma la forte tradizione del territorio all’impegno sociale: il 24 per cento dei giovani trentini ha infatti preso parte ad attività di volontariato formale, una quota più che doppia rispetto alla media nazionale. L’ampia rete di associazioni, enti e progetti rappresenta un importante motore di inclusione e cittadinanza attiva, mentre esperienze come i Piani Giovani di Zona, il Gruppo Link, l’Officina Dinamica del Muse e i percorsi di coprogettazione municipale mostrano la volontà di riconoscere ai giovani un ruolo concreto nei processi decisionali, promuovendo forme di governance partecipata e di collaborazione intergenerazionale.

Il tema della salute e del benessere restituisce un quadro complesso: i giovani trentini presentano stili di vita più sani della media nazionale e un buon livello di soddisfazione personale. Quasi 9 bambini su 10 in età infantile svolgono attività fisica regolarmente e il 69 per cento pratica sport strutturato almeno due volte a settimana. Tuttavia, la crescita anagrafica va di pari passo con una maggiore sedentarietà: solo il 17 per cento degli adolescenti è fisicamente attivo quasi ogni giorno, mentre il 18 per cento è sedentario, soprattutto tra le ragazze.

Ansia, stress e disagio relazionale legati al periodo post-pandemico e all’incertezza per il futuro segnano inoltre un aumento delle problematiche della sfera psicologica, che si traduce in un rapporto problematico con i dispositivi elettronici. Come illustrato dall’Azienda sanitaria, il 27 per cento dei bambini passa più di due ore al giorno davanti agli schermi, il 16 per cento degli adolescenti trentini trascorre quotidianamente almeno 5 ore davanti agli schermi, il 10 per cento dei ragazzi usa i social in modo problematico e il 18 per cento gioca eccessivamente a videogame. Infine, anche sul piano delle dipendenze c’è da riflettere: in Trentino, circa 2800 ragazzi compresi tra i 13 e i 15 anni fumano abitualmente, mentre il 15 per cento consuma alcol settimanalmente.

Per concludere, ampio spazio è stato dato a un’attenta analisi della situazione finanziaria. Sono 51,5 milioni i fondi destinati al target 0-29 anni nella spesa di parte corrente all’interno del bilancio dell’Amministrazione comunale, a cui si aggiungono 47,54 milioni di euro stanziati per le opere pubbliche in corso. A emergere, è la natura trasversale delle politiche giovanili, che vanno dagli ambiti educativi, formativi e culturali a quelli tecnici e urbanistici.

L’analisi finanziaria ha dunque tenuto conto dei progetti e delle iniziative che hanno un impatto diretto o indiretto su bambini e giovani e che riguardano i nidi, le politiche giovanili, i servizi sociali e la casa, ma anche ambiti quali la biblioteca, la rigenerazione urbana, la mobilità, l’ambiente, il verde pubblico, i sani stili di vita e la polizia locale.

Il quadro che emerge dal presente rapporto restituisce l’immagine di una città in evoluzione, nella quale le trasformazioni demografiche, economiche e sociali degli ultimi anni stanno ridefinendo il modo di essere giovani e di vivere la comunità. Trento conferma molte delle proprie peculiarità positive — un’elevata qualità della vita, un buon livello di coesione sociale e un sistema di servizi diffuso — e si confronta con sfide nuove che riguardano l’autonomia, le fragilità e le prospettive delle giovani generazioni.

A cura di

Ufficio politiche giovanili

Cura le linee strategiche del piano per le politiche giovanili e i Piani giovani di zona, il sistema di interventi a favore dei giovani, della loro professionalizzazione e dell’accesso al mondo del lavoro.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 18/12/2025 09:51

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