Mese dell’Alzheimer, contrastare lo stigma e promuovere una comunità più consapevole

In Trentino 10.500 le persone affette da demenza, altre 8.800 da disturbi cognitivi lievi In programma incontri, workshop, uno spettacolo e una mostra per conoscere e fare rete.
Data:

09/09/2026

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© Archivio Comune di Trento - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

In Trentino oltre 10.500 persone sono affette da demenza, altre 8.800 da un disturbo cognitivo lieve.

Gli ospiti delle Rsa con una forma di demenza sono almeno il 50 per cento (dati Asuit 2025).

Settembre, mese dedicato alla sensibilizzazione sulla malattia di Alzheimer e alle demenze, diventa allora un’occasione preziosa per riportare al centro dell’attenzione una condizione che coinvolge non soltanto le persone che ricevono una diagnosi, ma intere famiglie e comunità.

L’Alzheimer e le altre forme di demenza rappresentano infatti una delle principali sfide sociali e sanitarie del nostro tempo.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza e ogni anno si registrano circa 10 milioni di nuovi casi.

In Italia le persone con demenza sono stimate in oltre 1,1 milioni, con un impatto significativo anche sulle famiglie e sui caregiver.

Di fronte a questi numeri, l’Ambito Val d’Adige intende rafforzare il proprio impegno non soltanto sul piano dell’assistenza, ma soprattutto su quello della conoscenza, della prevenzione, della sensibilizzazione e della costruzione di una comunità capace di includere.

È in questa prospettiva che nasce il Gruppo di lavoro dell’Ambito Val d’Adige finalizzato alla costruzione di comunità amiche delle persone con demenza: uno spazio di confronto e collaborazione tra i diversi soggetti del territorio, con l’obiettivo di mettere in rete competenze, esperienze e progettualità.

L’obiettivo è chiaro: abbattere lo stigma che ancora circonda la demenza, favorire una maggiore consapevolezza nella popolazione e fare in modo che le persone con Alzheimer e i loro familiari possano sentirsi parte integrante della comunità.

Un mese per conoscere, incontrarsi e fare rete

Il mese dell’Alzheimer sarà caratterizzato da un calendario di iniziative promosse dal Gruppo di lavoro e dai diversi soggetti che fanno parte della rete territoriale.

Gli appuntamenti comprenderanno momenti informativi e formativi, incontri con la cittadinanza, attività di sensibilizzazione, occasioni di confronto con familiari e caregiver e iniziative rivolte a pubblici diversi, con l’obiettivo di portare il tema della demenza fuori dai soli luoghi sanitari e assistenziali.

  •  Lunedì 21 settembre, alle ore 17:00, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la Sala di Rappresentanza di Palazzo Geremia ospiterà il convegno “Human Forever: Trento, una comunità che si prende cura” promosso dal Gruppo di lavoro “per lo sviluppo di una comunità amica delle persone con demenza”;
  • Martedì 24 settembre, al museo diocesano in piazza del Duomo alle ore 14:00, "Workshop "Memorie Difettose" e spettacolo musicale "Attraverso i tuoi occhi" promosso dall’Università di Trento (Dipartimento di Lettere - Laboratorio interdipartimentale memoria e società - Lims) in collaborazione con il Gruppo di lavoro e il Museo Diocesano;
  • Venerdì 25 settembre conferenza pubblica alle ore 17.00 nella sala Nones di palazzo Benvenuti in via Belenzani "Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio" promossa dall’Università di Trento (Dipartimento di Lettere – Lims) in collaborazione con il Gruppo di lavoro;
  • Dal 15 al 27 settembre al Refettorio clesiano del Castello del Buonconsiglio la mostra “Ogni vita è un capolavoro” promossa dall’Associazione Alzheimer in collaborazione con il Museo Castello del Buonconsiglio.

Il percorso avviato con il Gruppo di lavoro non si esaurisce nel mese dell’Alzheimer. Settembre rappresenta un punto di partenza per costruire, nel tempo, una rete sempre più ampia e consapevole e per fare dell’Ambito Val d’Adige un territorio nel quale le persone con demenza e le loro famiglie possano continuare a vivere, partecipare e sentirsi accolte.

L’obiettivo è quello di passare da una comunità che si prende cura delle persone con demenza a una comunità che vive insieme alle persone con demenza, riconoscendone la dignità, le capacità e il diritto a essere parte della vita sociale.

Portare il tema della demenza nelle scuole significa educare all'empatia, alla solidarietà e alla capacità di stare accanto alle persone fragili.

E significa preparare una generazione che sappia riconoscere la demenza non come qualcosa da nascondere, ma come una condizione della quale è possibile parlare e prendersi cura.

In questa direzione si inserisce anche la collaborazione con il mondo dello sport e, in particolare, con Dolomiti Energia Trentino-Aquila Basket, realtà fortemente radicata nel territorio e da sempre attenta al valore sociale dello sport e alla sua capacità di creare relazioni.

La prevenzione

Ma accanto alla conoscenza c'è un altro elemento fondamentale: la prevenzione e la promozione della salute lungo tutto l'arco della vita.

Ed è qui che lo sport assume un'importanza straordinaria.

Fare attività fisica regolare non significa soltanto mantenere in forma il nostro corpo. Significa prenderci cura anche del nostro cervello.

Il movimento contribuisce al benessere e lo sport ha una caratteristica in più: unisce le persone.

Una partita, un allenamento, una camminata o un'attività di gruppo non sono soltanto occasioni per muovere il corpo.

Sono momenti di incontro, relazione e partecipazione.

E proprio la socialità rappresenta un elemento importante nel mantenimento della qualità della vita anche con l'avanzare dell'età.

I dati

La demenza rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica a livello globale e nazionale.

In Italia si stima che circa 1.100.000 persone convivono con forme clinicamente rilevanti di demenza (di questi oltre il 60% sono affetti da Alzheimer), mentre circa 1 milione è affetta da decadimento cognitivo.

Il carico assistenziale coinvolge circa 3 milioni di familiari (poco meno di tre persone per paziente) poco riconosciuti e sopportati dalla comunità e dalle leggi in essere.

Al gennaio 2025 in Trentino si stimano 10.572 persone con demenza nella fascia d’età pari o superiore ai 65 anni; 8.868 persone si trovano in una fase di decadimento cognitivo nello stesso range di età e 224 casi sono di demenza da esordio precoce tra i 35 e 64 anni di età.

I dati suddivisi per distretto risalgono al 2023: distretto Sud 2459, distretto Est 1.178 e distretto Nord 2.585 con un’età media superiore agli 84 anni, per un totale pari a 6.222. La differenza con il dato del 2025 dà il senso del trend in crescita in parte dovuto anche ad una capacità maggiore del sistema di fare diagnosi. Il 67,8% delle persone con demenza sono donne.

Le proiezioni demografiche indicano un aumento significativo del numero di casi nei prossimi anni dovuto soprattutto all’invecchiamento della popolazione.

I dati confermano l’urgenza del tema e sottolineano l’importanza di una raccolta dati accurata, possibile grazie all’informatizzazione delle attività dei Centri Disturbi Cognitive e Demenze.

Per rallentare il trend di costante crescita sono importanti gli interventi di prevenzione che agiscono sui 16 fattori di rischio modificabili, individuati dalla “Lancet Commission on Dementia Prevention” sin dal 2024 e che, se attuati, potrebbero ridurre o ritardare fino al 45% i casi di demenza.

I costi diretti e indiretti legati a questa patologia, sono considerevoli e gravano sia sul sistema sanitario sia in maggior parte sulle famiglie (oltre il 70 per cento).

Va sottolineato l’impatto che la demenza ha su chi se ne prende cura generando un forte e crescente carico assistenziale con elevati livelli di stress e una significativa necessità di un supporto specifico in termini assistenziali di aiuto e di riconoscimento da parte della comunità del ruolo e del lavoro che viene svolto dai caregiver.

Di conseguenza è fondamentale che nella presa in carico del malato di demenza venga anche inclusa la figura del caregiver.

A cura di

Welfare e coesione sociale

Cura le funzioni socio-assistenziali e gli interventi in materia di assistenza e beneficenza pubblica.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

28/09/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 09:45

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