Descrizione
L’edificio, uno dei gioielli storico-architettonici del centro storico, è il risultato dell’unione di antiche proprietà esistenti già in epoca romana, che sorgevano a cavallo delle mura della cinta orientale della città. L’accorpamento è stato realizzato alla fine del XVII secolo dall’architetto Apollonio Somalvico su incarico della famiglia Bortolazzi, ricchi commercianti.
Particolarmente rilevanti sono i portali di pietra trentina collocati su via del Simonino e via Oriola, i due telamoni che reggono il balcone del cortile interno e i raffinati stucchi che decorano due sale al piano terra, risalenti al 1682-1683.
Notevoli anche le metope lignee (successive al 1530, scuola di Marcello Fogolino) nella sala di rappresentanza al primo piano, che riportano i volti di personalità vissute tra il XV e il XVI secolo, tra cui anche Bernardo Clesio, principe vescovo di Trento.
Il salone centrale del piano nobile è stato affrescato dai pittori Carlo Spaventi e Francesco Marchetti. Sempre di quest’ultimo sono le tele dedicate agli Dei dell’Olimpo, nella sala contigua al salone.
Estintasi la famiglia Bortolazzi, il Palazzo passò prima ai Fogazzaro e poi ai Larcher fino ad arrivare a Marina Larcher Fogazzaro che alla sua morte, nel 2018, ripartì generosamente il palazzo lasciandolo alla Fondazione Pezcoller per la maggior parte ma anche al coro SOSAT, che vi ha sempre avuto sede. L’Aula del Simonino, donata al FAI, si trova al piano terra del Palazzo e occupa quello che era lo spazio della casa natale del piccolo Simone Lomferdorm, per la cui morte fu ingiustamente accusata la comunità ebraica.
L’ingresso presenta una campanella accanto alla quale è posta la scultura di Simonino trionfante (opera probabilmente dello scultore settecentesco Francesco Oradini). All'interno vi è un importante affresco realizzato dal quadraturista Domenico Romani, per la parte di finta architettura, e da Orlando Fattori per la scena del presunto martirio, affollata da vari personaggi.
L’Aula è aperta alle visite contattando il FAI-sede di Trento.