Ai Casoni e in via Gramsci nasce il portierato sociale

Online il bando per la coprogettazione, disponibile nel documento allegato. Termine per la partecipazione: domenica 21 giugno 2026 ore 23:59
Data:

26/05/2026

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Descrizione

Sarà attivo dall’autunno il nuovo progetto di portierato sociale pensato dal Comune in partnership con Itea e Fondazione Crosina Sartori Cloch per migliorare la vivibilità e promuovere il benessere dei cittadini e delle cittadine che abitano nel quadrilatero dei Casoni e nel condominio di proprietà della Fondazione in via Gramsci 36.

Non si tratta di un semplice servizio di portineria, ma di un progetto sociale sperimentale pensato per prevenire e affrontare situazioni di fragilità, per sostenere lo sviluppo della comunità, favorire la partecipazione, la cittadinanza attiva e la cura degli spazi comuni.

Il portierato sociale, attivo quotidianamente, prenderà forma grazie al coinvolgimento per gli anni 2026 - 2029 di un soggetto gestore, che sarà selezionato con un bando pubblico aperto agli enti del Terzo settore e che coprogetterà con il Comune i dettagli dell’intervento entro l’estate.

Il servizio, finanziato con un contributo di 265 mila euro complessivi, è stato presentato martedì 26 maggio a palazzo Geremia dal sindaco di Trento Franco Ianeselli, dall’assessora alle Politiche sociali Giulia Casonato, dall’assessore provinciale alle Politiche per la casa Simone Marchiori, dalla dirigente di Itea Monica Valentini e dal direttore della Fondazione Crosina Sartori Cloch Mauro Rampinelli.

Sull’importante lavoro di rete messo in campo per dare vita al progetto si è soffermato il sindaco Ianeselli, in apertura della conferenza stampa: «Quello che presentiamo oggi è il frutto di una collaborazione che vede più enti e istituzioni coinvolti nella realizzazione di un obiettivo comune, rendere migliore la vita dei cittadini attraverso la socialità e la costruzione di una rete cui fare riferimento. Un progetto che si inserisce nella nostra visione di Trento come città delle relazioni».

Della stessa opinione anche l’assessora Casonato, che ha ribadito: «Occuparsi di politiche abitative non significa solo interessarsi di alloggi, ma accompagnare i residenti in una serena e proficua convivenza. Per questo abbiamo interloquito con Itea e con la Fondazione Crosina Sartori Cloch, che come l’Amministrazione avevano iniziato a fare un ragionamento in questa direzione, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità e affrontare le fragilità presentate dal contesto».

Anche l’assessore provinciale Marchiori ha sottolineato l’importanza di una progettualità condivisa per superare le fragilità: «Quando si parla di Itea e di edilizia sociale si fa spesso riferimento solo ai numeri degli alloggi, ma l'edilizia sociale è oggi sempre più associata alla qualità della vita di coloro che risiedono in quegli appartamenti. Abitare, in questo senso, non significa solo avere quattro mura e un tetto sopra la testa, ma vivere bene nella propria casa, migliorando la propria condizione anche sul piano umano e relazionale».

Sull’impegno di Itea si è invece soffermata la dirigente Monica Valentini, spiegando che «Itea intende rafforzare la vivibilità nei contesti abitativi caratterizzati da fragilità attraverso l'ascolto, la mediazione e la cura degli spazi condivisi. La presenza di prossimità orientata alle persone e alla comunità dei residenti è un modo per riaffermare la cura del bene comune, che Itea supporterà mettendo a disposizione uno spazio fisico come luogo di riferimento per le attività e il supporto del proprio personale».

In conclusione, il direttore Rampinelli ha portato l’attenzione sul tema della solitudine, ricordando il lavoro della Fondazione in questo senso: «Abbiamo aderito con entusiasmo a questa proposta che ci vede al fianco di partner importanti. Se fino ad oggi la Fondazione si è occupata di assegnare gli alloggi, concentriamo ora le energie anche sulla qualità dell'abitare, perseguendo la nostra missione, che tiene conto delle nuove povertà e degli orfani di futuro. Consideriamo in questo contesto che la solitudine è uno dei problemi da affrontare, come dimostra la realtà di via Gramsci, caratterizzata prevalentemente da monolocali».

Sarà un’équipe di professionisti a occuparsi dei due spazi supportando gli inquilini nella gestione delle attività quotidiane e assicurando servizi di vario tipo: informazioni, orientamento ai servizi, ritiro della corrispondenza, aiuto con le pratiche burocratiche, facilitazione digitale, mediazione dei conflitti e più in generale supporto alle relazioni. Non solo, il portiere sociale accoglierà i nuovi residenti, aiutandoli a districarsi tra le regole che disciplinano la convivenza nel condominio e negli spazi comuni, per garantire, per esempio, la cura dell’ambiente di vita, il rispetto delle regole, la corretta raccolta differenziata. E ancora, in un’ottica di prossimità, il servizio permetterà di fornire supporto anche agli operatori di altri enti, come ad esempio gli infermieri di comunità e gli assistenti sociali. Faciliterà i rapporti con enti e servizi, dalla scuola a Dolomiti Ambiente alle stesse Itea e Fondazione Crosina Sartori Cloch.

Il portierato sociale promuoverà inoltre l’organizzazione di attività che coinvolgano i cittadini del quartiere e le diverse generazioni di abitanti che lo abitano e supporterà anche l’organizzazione di attività collettive proposte dagli abitanti o dal quartiere e coordinerà un calendario di eventi.

Il portierato sociale è quindi immaginato come un progetto innovativo, sostenibile e replicabile all’interno dei complessi residenziali ad alta intensità di edilizia pubblica, pensato per fornire risposte ai bisogni di coloro che vivono in condizioni di fragilità con attività collettive incentrate sulle relazioni e sul coinvolgimento di cittadini consapevoli e ricchi di risorse da valorizzare. Non a caso, l’idea ha preso forma dall’ascolto del territorio e dal confronto avvenuto negli scorsi mesi, in più di venti incontri, con la cittadinanza, gli enti del Terzo settore, le organizzazioni che operano sui territori, le Circoscrizioni San Giuseppe - Santa Chiara e Oltrefersina, l’Asuit (Unità dipendenze e Csm), i servizi sociali, Dolomiti ambiente e le Farmacie comunali.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 26/05/2026 16:20

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