"Protocollo città-scuola", si lavora al nuovo patto digitale per la città

Sport, cittadinanza globale, educazione alla pace, orientamento e benessere tra i temi cardine del documento
Data:

13/04/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Benessere digitale, pluralità, pace e sport come elementi di crescita per la comunità: li mette nero su bianco il Protocollo d’intesa città-scuola, firmato dalla Giunta per siglare la rinnovata alleanza tra Comune di Trento e mondo scolastico, coinvolgendo le realtà educative, formative e scolastiche dedicate a bambini e ragazzi da 0 a 19 anni.

Le principali novità inserite nel documento, siglato per la prima volta una ventina di anni fa, gettano le basi per la realizzazione di un patto digitale cittadino con cui promuovere un uso corretto della tecnologia e dei mezzi di comunicazione. Temi che trovano oggi un grande interesse all’interno delle famiglie e della comunità scolastica e una forte sensibilità da parte dei più giovani, che si dimostrano spesso consapevoli, tra le altre cose, dei rischi legati a un uso incontrollato dei social media e alla sovrabbondanza di informazioni.

Il patto digitale impegna tutta la comunità educante (scuola, genitori, associazioni sportive, sociali etc) a individuare e condividere le regole da seguire per chi frequenta il mondo digitale: regole riguardanti i tempi, i luoghi e i contenuti, gli strumenti per vivere le nuove tecnologie in maniera sana. Il patto dovrebbe dunque diventare una cornice a cui fare riferimento non solo nell’educazione dei più giovani ma anche per quanto riguarda i comportamenti degli adulti.

Non solo, il Protocollo valorizza l’attività fisica come pratica di inclusione e alternativa a una dimensione della vita esclusivamente digitale, trovando nello sport per tutti uno strumento concreto per garantire benessere fisico, psicologico e sociale. E ancora, in un contesto globale sempre più segnato da conflitti e intolleranza, è riconosciuto alla pace e alla valorizzazione delle identità plurali un ruolo fondamentale nella costruzione di una cittadinanza globale.

Cittadinanza globale definita dall’Unesco come l’approccio educativo con cui formare individui consapevoli della complessità globale e dell’appartenenza all'umanità, capaci di sviluppare pensiero critico, empatia e responsabilità attiva per un mondo più pacifico, giusto e sostenibile.

Tra i temi prioritari del testo vi sono poi quello dell’orientamento alle scelte, pensato per aiutare la persona a valorizzare le proprie attitudini e a conoscere i contesti formativi, professionali e sociali che la aiutano a sviluppare le competenze necessarie per prendere decisioni consapevoli e costruire un progetto di vita autonomo. Non si tratta solo della scelta di una scuola o un lavoro, ma di avere gli strumenti necessari per prendere una decisione in un contesto in costante mutamento.

Considerare i giovani della città parte attiva del territorio costituisce uno degli aspetti fondamentali del Protocollo. La partecipazione di bambini e ragazzi nella vita della città nasce infatti dalla convinzione che questi ultimi siano cittadini non del futuro, ma nel presente, portatori di diritti e responsabilità. Le amministrazioni, le istituzioni scolastiche e tutta la comunità educante promuovono quindi la loro partecipazione nella progettazione di servizi, luoghi e attività: prendersi cura dei beni comuni è un atto di consapevolezza che, grazie alla collaborazione con l’ufficio Partecipazione e volontariato, impegna ogni anno centinaia di studenti.

«Siamo molto orgogliosi del lavoro portato avanti in questi anni, perché questo Protocollo sancisce una alleanza educativa: la volontà delle istituzioni coinvolte di andare al di là del "confine" delle proprie funzioni – ha affermato l’assessora alla Scuola Elisabetta Bozzarelli durante la conferenza stampa – Non solo, il lavoro che ad esempio si sta portando avanti per la stesura del patto digitale è la dimostrazione di una città che insieme si assume la responsabilità di trovare modi nuovi per affrontare le sfide del nostro presente. Lo stesso si può dire per la valorizzazione delle identità plurali, un tema importante che fa propri i desideri dei ragazzi e delle ragazze di essere e sentirsi riconosciuti come protagonisti della comunità».

Il Protocollo, che ha una durata di cinque anni, è il frutto del confronto con i servizi educativi e il mondo della scuola e formalizza l’impegno portato avanti dall’Amministrazione e da tutte le istituzioni pubbliche e paritarie della città, insieme alla comunità educante composta da realtà associative, enti culturali e di ricerca, spazi aggregativi per bambini, giovani e famiglie e dallo Sportello giovani del Trentino.

L’alleanza costruita con il Protocollo costituisce infatti la cornice per l’Offerta formativa del Comune di Trento rivolta alle scuole della città e per i progetti educativi di rete realizzati dagli istituti scolastici insieme al Comune. Tra questi, vi sono ad esempio A piedi sicuri, che incentiva la mobilità sostenibile fin dai primi anni di scuola, Stra.bene, che promuove la partecipazione attiva e la cittadinanza globale nelle scuole medie, ma anche Reagenti, che supporta gli studenti delle superiori e degli istituti professionali nella creazione di relazioni tra le diverse scuole e nella promozione della partecipazione attiva, e Aiutami a fare da solo, che promuove lo sviluppo dell’autonomia dell’individuo fin dalla tenera età.

All’interno dell’Amministrazione, referente per la fascia di età 0-6 anni sono i Servizi all’infanzia e istruzione, mentre per quella che va dai 6 ai 19 anni l’ufficio Politiche giovanili.

A cura di

Ufficio servizi per l'infanzia e istruzione

Cura la programmazione e la gestione dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.

Ufficio politiche giovanili

Cura le linee strategiche del piano per le politiche giovanili e i Piani giovani di zona, il sistema di interventi a favore dei giovani, della loro professionalizzazione e dell’accesso al mondo del lavoro.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 10:48

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