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Sul territorio provinciale trentino sono presenti 10 Reti di riserve, ciascuna individuata nei suoi confini attraverso dei criteri specifici che ne disegnano l’Ato (Ambito territoriale omogeneo), che racchiude i luoghi precedentemente designati come Zone speciali di conservazione (Zsc), Zone di protezione speciale (Zps) - previste dalle direttive comunitarie - e riserve naturali locali.
La Rete di riserve Bondone, originariamente attivata già nel 2008 tra il Comune di Trento e la Provincia Autonoma di Trento, si è estesa poi dal 2014 su un territorio che racchiude siti ambientalmente rilevanti situati nei Comuni di Trento, Cimone, Garniga Terme, Vallelaghi e Villa Lagarina. Essa comprende, ad esempio, aree quali la torbiera delle Viote o le tre cime del Monte Bondone, aree di elevato valore naturalistico e degne di tutela e promozione.
La Rete ha il fine di tutelare e migliorare lo stato di conservazione dell’ambiente oltre che valorizzare le peculiarità culturali e storiche locali, favorendo uno sviluppo turistico sostenibile. Essa concretizza una nuova modalità di gestione e coordinamento delle aree che risultano meritevoli di protezione ma anche di contemporanea promozione, per concretizzare una valorizzazione sostenibile che favorisca il territorio.
La legge fondante le Reti di riserve (legge provinciale 11/2007, legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura) è stata modificata nel 2021 all’art. 47, prevedendo la sottoscrizione di una Convenzione di durata novennale con lo scopo di dare maggiore stabilità all’organizzazione ed alla progettualità delle Reti, precedentemente fondate su Accordi di programma triennali.
La Convenzione per l'attivazione della Rete di riserve Bondone è stata sottoscritta nel 2023, ed è realizzata tramite Programmi triennali contenenti gli interventi previsti per le diverse finalità perseguite dalla Rete.
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